Autore Topic: Napoli, la nostra città  (Letto 90570 volte)  Share 

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Offline Alemao

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #160 il: 25 Gennaio, 2013, 15:55:55 pm »
fin quando non verranno sbloccati i fondi per potenziare il porta a porta e fin quando la regione continuerà a sostenere la cricca per costruire altri inceneritori  anziché investire subito nella differenziata la situazione sarà sempre la stessa.

caldoro e caltagirone figli di puttana.

Ma guarda che paradossalmente Caldoro è più culo e camicia con De Magistris di quanto si pensi eh. Da quest'ultimo vorrei sapere se esiste il famoso piano B alla spedizione dei rifiuti in Olanda e come intende attuarlo. Ha parlato in modo moto generico del porta a porta. Io io non ho ancora capito che ha in mente di fare.

Offline Guallera V.2

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #161 il: 25 Gennaio, 2013, 16:14:05 pm »
Vabbuò Alè, hai preso e foto ra prima communione na poco...

Offline pappasouth

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #162 il: 25 Gennaio, 2013, 16:15:30 pm »
Vabbuò Alè, hai preso e foto ra prima communione na poco...

ma sul suo profilo questo è visibile...

Offline acquaLOTA

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #163 il: 25 Gennaio, 2013, 16:24:35 pm »
Ma guarda che paradossalmente Caldoro è più culo e camicia con De Magistris di quanto si pensi eh. Da quest'ultimo vorrei sapere se esiste il famoso piano B alla spedizione dei rifiuti in Olanda e come intende attuarlo. Ha parlato in modo moto generico del porta a porta. Io io non ho ancora capito che ha in mente di fare.

è un discorso molto lungo. napoli ha aderito al piano rifiuti zero. se si aumenta il pAP almeno al 50% in privincia e si arriva a 400 mila a bitanti a napoli non ci si dovrà più fare ricorso agli stir che essendo pieni non riescono a smaltire tutti i rifiuti di napoli e provincia con la conseguenza che i camion dei rifiuti rimangono in coda, in attesa anche per giorni.

la soluzione delle navi in olanda è necessaria ma non è un problema visto che ci consente di risparmiare rispetto alla spedizione degli stessi rifiuti in puglia e persino ad acerra (109 euro a tonnellata contro i 120 circa)

con il PAP ai livelli di cui sopra invece l'inceneritore di acerra basta e avanza. de magistris punta a questo ed è in attesa dei fondi europei(circa 200 milioni) che vennero bloccati nel 2010 quando ci fu la crisi dei rifiuti e che servirebbero a potenziare il PAP. Lo sblocco potrebbe avvenire entro marzo 2013.

Caldoro parteggia per quelli che vogliono l'inceneritore la cui costruzione richiederebbe comunque almeno 3 anni che sono un tempo sufficiente per migliorare e potenziare il PAP e non sprecare altri soldi. uno delle società che si è proposta di fare l'inceneritore a napoli appartiene al gruppo caltagirone, che è l'editore del mattino...
« Ultima modifica: 25 Gennaio, 2013, 16:26:15 pm da acquaLOTA »



Offline rafel

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #164 il: 25 Gennaio, 2013, 16:27:08 pm »
Vabbuò Alè, hai preso e foto ra prima communione na poco...

Giovà non fare lo schizzinoso che, sono convinto, anche tu la metteresti un poco in posizione angolare

 "No sabe de lo que habla". Maradona: "¿Neymar mejor que Messi? Pelé se equivocó de pastilla.  "Pelé dijo que él era Beethoven. ¡Qué aburrido!. Debe haberse equivocado de nuevo de pastilla. Jamás en una cancha se habrá escuchado a Beethoven. Si él es Beethoven, yo soy el Ron Wood, el Keith Richards y el Bono del fútbol. Todos juntos, porque yo era la pasión del fútbol".  "ALLA NOSTRA ELIMINAZIONE HAI ESULTATO, MENTRE TU DALL'INTERO MONDO DEL CAL

Offline acquaLOTA

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #165 il: 26 Gennaio, 2013, 12:01:55 pm »
GIUNTA APPROVA PIANO RIENTRO. DE MAGISTRIS: SVOLTA STORIA PER FUTURO CITTA'

"La giunta del comune di Napoli, in serata, ha approvato la delibera di proposta al consiglio comunale con cui si procede a dare il via libera all'approvazione del piano straordinario di riequilibrio finanziario pluriennale così come prevede l'adesione al decreto 174. Si tratta di un piano strategico e strutturato con cui si sta delineando, dal punto di vista finanziario, la vita dell'ente e dunque della città per i prossimi dieci anni, in controtendenza con quanto compiuto nel passato, quando si sono prodotti irresponsabilmente un forte disavanzo, un grave squilibrio tra entrate e spese correnti e pesanti debiti fuori bilancio latenti che, pochi mesi fa, questa amministrazione ha portato alla luce con una operazione di trasparenza finanziaria.

Con questo atto l'amministrazione evita il fallimento dell'ente che avrebbe significato il baratro economico per la città e per i cittadini. Il rischio di un default del Comune è stato trasformato in opportunità per lasciare in eredità, per mezzo di una operazione strategica e strutturale mai compiuta in precedenza e dunque storica, un ente che veda superate le storture e le patologie finanziarie prodotte negli anni trascorsi. Un piano che va oltre la contingenza dell'oggi per ricadere beneficamente sulle future amministrazioni, le quali potranno governare una città strutturatasi come una metropoli 'normale' dal punto di vista finanziario e della qualità dei servizi offerti, perchè si riuscirà a rendere in equilibrio le attività dell'ente ma anche a garantire risorse nelle sue casse.

Questa amministrazione si è trovata di fronte alla durezza normativa del decreto 174, che è stato da noi contestato e che tutt'ora contestiamo, ma è riuscita ad adottare interpretazioni che hanno mitigato l'impatto pesante che esso avrebbe avuto sulla vita dei cittadini, almeno per come era stato concepito dal governo Monti e dalla maggioranza che lo ha sostenuto. Per quanto riguarda l'addizionale Irpef si è estesa l'esenzione fino ai 18 mila euro (nel 2012 la soglia era 10 mila) ed il cui beneficio ricade su circa 140 mila contribuenti napoletani (cioè un terzo dei contribuenti), i quali dunque pagheranno meno rispetto all'anno precedente. Una misura voluta dall'amministrazione per tutelare le fasce sociali più deboli. Per quanto riguarda l'Imu, invece, il governo e il parlamento hanno imposto un innalzamento al massimo di questa tassa sulla casa, ma questa amministrazione ha deciso di destinare le risorse aggiuntive ricavate da tale innalzamento, sempre perchè guidata dal principio di una maggiore equità sociale, ai servizi essenziali della collettività. In un momento economico drammatico per l'ente e dunque la città, la giunta è riuscita comunque a rispettare anche il patto di stabilita per il 2012: fattore, questo, che lascia prospettare il raggiungimento della soglia inferiore al 50% per la spesa del personale, rendendo così possibili, per il prossimo futuro, nuove assunzioni. Del resto una azione correttiva in tal senso è stata già garantita nel 2012 con risultati che saranno immediati.

La manovra finanziaria decennale è pari a 3,1 miliardi di euro, finanziata per un terzo da entrate e per due terzi da economie di spesa. Le voci di entrata più significative sono relative alla dismissione del patrimonio immobiliare, il cui valore complessivo è pari ad un miliardo di euro ma che, prudenzialmente, finanzia il piano di risanamento per 780 milioni con la dismissione immobili e per 50 milioni con le operazioni di quote minoritarie di partecipazioni societarie. In merito all'addizionale Irpef si è stati costretti, perchè obbligati dalle norme inserite nel decreto del governo, all'innalzamento dell'aliquota al massimo (0.8 %), ma come detto prima si è ritenuto opportuno prevedere una soglia di esenzione da tale manovra per i redditi fino ai 18 mila euro proteggendo in tal modo circa un terzo della popolazione contribuente (140 mila contribuenti). L'Imu, così come imponeva il decreto Monti, doveva vedere l'aumento dell'aliquota dello 0,1% (gettito di circa 230 milioni su base decennale), ma tuttavia siamo riusciti a creare le condizioni per cui questa stessa voce non influenzerà le previsioni di gettito nel piano per due motivi. Il primo motivo è relativo alla possibilità di rivedere, in sede di discussione del piano presso gli organi preposti, l'obbligo citato, tenuto conto che il piano è in equilibrio anche senza questo gettito aggiuntivo. Il secondo motivo risiede nel fatto che questo gettito aggiuntivo potrà essere una riserva nel caso in cui il governo dovesse prevedere ulteriori tagli ai trasferimenti.

Un recupero di risorse importante si avrà, poi, dalla Cosap per la quale si prevede prudenzialmente, attraverso una lotta all'evasione già messa in campo, un gettito aggiuntivo su base decennale pari a 50 milioni di euro. Altro capitolo importante della manovra è legato al riassetto ed all' efficientamento delle società partecipate, già avviato lo scorso anno, dai quali si prevede di registrare, sempre con una valutazione prudenziale, un'economia di spesa su base annua di 695 milioni di euro. A questo si devono aggiungere, infine, i risparmi relativi alla chiusura di canoni di locazione, già avviati nel corso del 2012, ed oneri straordinari per un valore complessivo su base annua di 504 milioni di euro. Sarà proseguito, poi, il serrato contrasto alla evasione e alla elusione fiscale, iniziato in questi mesi, per realizzare un aumento della riscossione attraverso il collegamento delle banche dati informatiche dell'ente con quelle delle partecipate.

La manovra in definitiva consente di riportare l'ente in equilibrio finanziario molto prima della chiusura del decennio e, nello stesso tempo, raggiungere nel secondo quinquennio una corretta gestione di tesoreria (pagamento fornitori) permettendo all'amministrazione di assolvere alle proprie obbligazioni secondo i tempi stabiliti dai parametri europei". Lo rende noto l'ufficio stampa del sindaco di Napoli.


che ne pensate?



Offline Piskyno89

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #166 il: 26 Gennaio, 2013, 14:23:04 pm »
CasaPound, ora si indaga
sui rapporti con gli ultrà
L’indagine sui neofascisti va avanti. Dagli atti traspare anche il rischio di una “saldatura” tra estremismo politico e gli ambienti più violenti della tifoseria
di DARIO DEL PORTO
 
Lo leggo dopo
Il manifesto di Mussolini nella sede di CasaPound in via Foria
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ARTICOLO
Lazio, chiusa la consegna delle liste
Casapound a rischio per "irregolarità"
"È importante che qualcuno dello stadio venga a fare il servizio d'ordine", diceva Giuseppe Guida durante i preparativi della manifestazione nazionale di CasaPound del 26 novembre 2011. Un'iniziativa ufficialmente pacifica, ma all'ombra della quale, secondo gli investigatori, si muoveva anche l'ala "militare" dell'organizzazione neofascista. L'indagine condotta dal Ros e coordinata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo va avanti. Dagli atti traspare anche il rischio di una "saldatura" tra estremismo politico e gli ambienti più violenti della tifoseria. E verifiche sono in corso sui canali di finanziamento del gruppo, le cui casse sarebbero in parte alimentate anche da vecchi simpatizzanti.

Questo almeno è quanto si evince dall'intercettazione dove Enrico Tarantino, leader di Hmo, confluito in CasaPound fino alla recente scissione, afferma: "Questi soldi sono di un camerata che ha una quarantina di pizzerie e ci ha dato un contributo". Il finanziatore è stato identificato e non risulta indagato. Il capitolo dei finanziamenti resta aperto e sarà presumibilmente approfondito negli interrogatori nel corso dei quali gli indagati potranno replicare alle accuse.

L'inchiesta punta sui leader romani

E sarà approfondito anche il tema dei rapporti con la tifoseria. Nei giorni precedenti la manifestazione nazionale (poi comunque vietata dalla questura), si era aperta infatti, all'interno della sezione "Berta" di via Foria, una discussione sulla opportunità di coinvolgere "quelli dello stadio". Si mostrò perplessa Emmanuela Florino, ora ai domiciliari come Guida ed altri quattro dei dieci indagati: "Una persona che è abituata a fare stadio è difficile che entra in un movimento dove devi stare sotto a dieci ragazzini... che magari nello stadio stavano per fatti loro... ma non perché lui è bravo, perché funziona così... lui non sarebbe mai capace di stare all'altezza di un movimento perché finirebbe a coltellate perché quello è abituato a fare". Anche se, obiettò Guida, "quando devono fare a mazzate sono meglio di noi".

Anche Enrico Tarantino, ora in carcere, era "contrario alla presenza degli ultras", scrive il giudice. Ciò nonostante la sera del 25 novembre 2011, quando sarà sequestrato materiale contundente preparato per la manifestazione del giorno successivo, verrà registrata anche la presenza dell'ultrà (non indagato in questo procedimento) di cui si era parlato nelle intercettazioni

E anche il calcio minore, si desume dalle indagini, rischiava di trasformarsi in terreno di scontro per estremisti di destra e di sinistra. In un colloquio dell'ottobre 2011, nella sezione "Berta" si discute di come colpire gli avversari. Andrea Coppola (leader di Blocco studentesco, raggiunto da obbligo di dimora nel quartiere Vomero) dice: "Mi devo togliere lo sfizio di tirare una molotov nella sezione dei Carc", i comitati di appoggio della resistenza per il comunismo. E un interlocutore non identificato propone: "Andiamo a picchiare questi di sinistra alle partite", parlando dell'Internapoli e del Marano. Tarantino scuote il capo, liquidando la proposta come "perdita di tempo", ma un altro propone "di assistere alle partite per vedere gli striscioni e avere la certezza dell'appartenenza politica".

Ma quando si propone di andare direttamente a Marano, in piazza Arafat, qualcuno obietta: "Lì c'è il clan Nuvoletta". Nei colloqui, numerose espressioni cariche di antisemitismo. Come quella dove prima un indagato si dice incredulo per la presenza di bambini in Sinagoga. Poi si commenta l'origine ebraica del fondatore e primo presidente del Calcio Napoli, Giorgio Ascarelli: "Quello era ebreo", dice uno. "Il fondatore del Napoli, non il presidente, precisiamo", aggiunge Tarantino. E Coppola, tra le risate, conclude: "Uà, che figura di m...".

Offline acquaLOTA

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #167 il: 28 Gennaio, 2013, 19:31:20 pm »
Consiglio comunale: in corso la seduta sul Piano di rientro





Offline WhiteManCanJump

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #168 il: 29 Gennaio, 2013, 20:26:42 pm »
Fa estremamente piacere notare le condizioni disastrose di via Marina. Solidarietà per chi ha macchine basse e deve passare quel disastro civile.
Citazione da: Starfred
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Offline Alemao

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #169 il: 31 Gennaio, 2013, 12:56:48 pm »
Il gasoooooolioooooooo Masaniéééééééééé  :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Offline Neapolis84

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #170 il: 31 Gennaio, 2013, 13:52:25 pm »
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/01/31/news/in_fiamme_lo_storico_chalet_ciro_di_mergellina-51622672/


Hanno appicciato il Chiquitos

Edit: nel link si legge lo Chalet Ciro, in realtà basta aprire il link per leggere che è il Chiquitos, il re dei frullati!
« Ultima modifica: 31 Gennaio, 2013, 13:53:37 pm da Neapolis84 »

Offline maradu

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #171 il: 31 Gennaio, 2013, 21:26:10 pm »
morte a tutti

napule1

Offline acquaLOTA

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #172 il: 02 Febbraio, 2013, 01:13:58 am »
Il gasoooooolioooooooo Masaniéééééééééé  :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:
:lookair:



Offline calvin

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #173 il: 18 Febbraio, 2013, 10:36:45 am »
Mi sono imbattuto in questo articolo scritto nel 1983 per il Corriere della sera da Braudel (uno dei più grandi storici del novecento e, soprattutto, il grande storico del mediterraneo)  su Napoli, mi è piaciuto molto e lo posto per chi avesse la voglia e la pazienza di leggerlo:

Spoiler
Dimentichiamo il malessere epidermico; Napoli affascina il visitatore frettoloso d'oggi, come ieri gli amministratori ed i soldati di Carlo V e diFilippo II, alle prese con gli enormi problemi di gestione di un agglomerato tanto vasto: il secondo, per popolazione, del Mediterraneo del XVI secolo, dopo Istanbul; il secondo, anche, del cristianesimo occidentale, dopo Parigi. Impossibile restarvi indifferenti. Ma essa sa, ha sempre saputo difendersi. Ed io mi dichiarerò volentieri colpevole di essermi dato vinto troppo rapidamente o di aver mancato della perseveranza o dell'astuzia necessarie.
Impossibile, nondimeno, per me non vagheggiare per Napoli una sorte diversa da quella che le conosco oggi e non invitare i miei amici italiani, per assaporarne reazioni, tanto più inorridite in quanto siano originari di Milano, di Bologna o di Firenze, a immaginare quale avrebbe potuto essere il destino dell'Italia ed il volto attuale di questa città se essa fosse stata preferita a Roma come capitale del nuovo Stato. Roma, che nullaqualificava a svolgere questo ruolo, salvo la sua leggenda e il suopassato, quando Napoli era - e di gran lunga - , malgrado i rapidi progressi di Torino, la sola città ad essere, verso il 1860-70,all'altezza del compito.  Avrebbe saputo adattarsi a queste nuove funzioni?
Indubbiamente, la cosa più dura per lei sarebbe stata quella di rinunciare a sfruttare la penisola tutta intera, finalmente riunificata, come si era abituata a fare con tutto il Sud, e di inventare una suddivisione dei compiti e degli oneri, tra città e territorio, meno egoistica o più equa..... Non dimentichiamolo, essa sarà l'unica città dell'Occidente, dopo il riflusso dell'Islam, adare il proprio nome ad un regno; qualcosa di più di una capitale, e l'asserzione di un diritto di proprietà eminente.
Ma l'errore dell'Unità risiede probabilmente altrove: nella volontà di costruire ad ogni costo uno Stato centralizzato su un modello francese del quale noi francesi abbiamo tanta difficoltà a disfarci oggi,voltando le spalle a ciò che faceva la sua ricchezza, quella pluralità di città abituate a dominare e guardare lontano. Si vagheggia volentieri di una rotazione, di cinque anni in cinque anni. Ma Napoli avrebbe saputo attendere tranquillamente? Temo di no: essa ama troppo la vita e le gioie della potenza per cedere a simili generosità.... Facilmente la credo capace di un immenso coraggio, non del gusto del sacrificio. Non la vedo rientrare nei ranghi dopo avere occupato la prima pagina: per conservare questo posto, ha scelto di essere diversa.
Diversa lo è, indubbiamente oggi, che assume clamorosamente il ruolo che le si è voluto far recitare di "vetrina del Sud" e dei suoi problemi, in margine alle norme del mondo industriale e moderno. Provocata, io la sospetto volentieri d'aver fatto buon peso nella sua risposta e con successo indiscutibile: essa scandalizza ancor più di quanto le si chieda. Ma Napoli ha sempre scandalizzato, scandalizzato e sedotto. A cominciare dai sovrani, dai governi, dalle amministrazioni, che hanno voluto impossessarsene permettere, attraverso di essa, le mani sull'intero Sud. Eccettuato Masaniello per qualche settimana, Napoli non si è data la pena di produrre alcun governante indigeno. Tutti sono venuti da fuori:Normanni e Angioini, Aragonesi e Castigliani, Spagnoli o Ispanofrancesi (coi Borboni), e di nuovo Francesi con Murat.
Tutti,anche, hanno dovuto fare i conti con questa città enorme, che sfuggiva loro incessantemente e che controllavano solo in apparenza. Ma tutti hanno finito per lasciarsi prendere dal gioco; ed io capiscocome Murat abbia cercato disperatamente di salvare il suo trono e diaverlo preferito, non senza coraggio, alla propria vita. Quale governo, oggi, sarebbe capace di un simile atteggiamento? Tenere Napoli è correre un rischio, e accettare di pagarne il prezzo. Nessuno, di quei sovrani di ieri, che non abbia dovuto annegare nel sangue di molteplici rivolte; nessuno, neppure, che non abbia lasciato dei rimpianti, nemmeno gli spagnoli, nemmeno i Borboni, che a Napoli hanno ancora i loro seguaci inconsolabili.
Ma  tenere Napoli è anche potersene aspettare e ricevere molto: troppo spesso presentata come il modello della città parassita, che per finanziare il proprio lusso e le proprie miserie esaurisce tutte le risorse della sua campagna. Napoli è anche un luogo di creazione. Pensiamo al suo abbagliante Settecento - che quasi riconcilia il francese che io sono coi Borbone - in cui essa dona all'Europa l'archeologia, la musica, l'opera, l'economia, e molte altre cose ancora. E ciò senza mai cedere - ne è testimone Galiani – alle mode parigine : la sua relativa lontananza le assicurava il distacco necessario.
Questoche non è passato? Forse. Ma il Settecento era ieri: ci stiamo apprestando a festeggiare il secondo centenario della Rivoluzione francese.
E Napoli ha continuato a dare molto all'Italia, all'Europa e al mondo: essa esporta a centinaia i suoi scienziati, i suoi intellettuali, i suoi ricercatori, i suoi artisti, i suoi cineasti..... Con generosità, certo. Ma anche per necessità. Mentre non riceve nulla, o pochissimo, da fuori. L'Italia, secondo me, ha perso molto a non saper utilizzare, per indifferenza, ma anche per paura, le formidabili potenzialità di questa città decisamente troppo diversa: europea prima che italiana, essa ha sempre preferito il dialogo diretto con Madrid o Parigi, Londra o Vienna, sue omologhe, snobbando Firenze o Milano o Roma.....
Non attendiamoci da essa né compiacimenti, né concessioni. Questo capitale oggi sottoutilizzato, sperperato fino ai limiti dell'esaurimento - poichè non si può dare indefinitamente senza ricevere - quale fortuna pertutti noi, se ora, domani, potesse essere sistematicamente mobilitato, sfruttato, valorizzato. Quale fortuna per l'Europa, ma anche e soprattutto per l'Italia. Questa fortuna, Napoli merita, più che mai, che le sia data.
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Offline WhiteManCanJump

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« Risposta #174 il: 07 Marzo, 2013, 20:14:30 pm »
Ma qual è il motivo di tutte le voragini che, puntualmente, si aprono a Napoli dopo grandi piogge? Se non sbaglio Soccavo ed altre zone alte sono le maggior colpite!
So che Napoli sotto è '' vuota '', ma possibile che l'ingegneria civile non sia capace di creare strade sicure?
Citazione da: Starfred
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Offline calvin

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #175 il: 08 Marzo, 2013, 09:29:57 am »
Ma qual è il motivo di tutte le voragini che, puntualmente, si aprono a Napoli dopo grandi piogge? Se non sbaglio Soccavo ed altre zone alte sono le maggior colpite!
So che Napoli sotto è '' vuota '', ma possibile che l'ingegneria civile non sia capace di creare strade sicure?

Il motivo principale è la mancata manutenzione di reti fognarie, collettori, alvei coperti e scoperti, tombini etc etc etc.
Non è un problema della sola Napoli, ma dell'intera provincia che non è costruita tutta sulle grotte di tufo.
Se c'è qualcuno di Melito qui sopra per esempio ti può raccontare di cosa succedeva a cia Snadro Pertini o a via Casamartino che per anni sono sprofondate creando rischi enormi (ci fini anche una macchina in un buco) e che poi con pochissime centinaia di euro di lavori son state messe apposto.



p.s. io lavoro proprio nei collettori fognari  :sisi:
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Offline Alemao

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #176 il: 25 Marzo, 2013, 13:43:51 pm »
Napoli, boom di presidenti. In Consiglio ce ne sono 26. Uno su due è capo di commissione o capogruppo.


NAPOLI — Soldati semplici ce ne sono pochi, pochissimi. Sono tutti generali. Anzi, presidenti. E' il Consiglio comunale di Napoli dove, su 48 consiglieri, oltre al sindaco, 26 eletti presiedono qualcosa: un gruppo consiliare, una commissione consiliare. Poi c'è chi presiede l'aula o ne è vicepresidente. Roba da record. Sempre, però, a patto che si faccia parte della maggioranza, considerato che all'opposizione non è toccato praticamente nulla se non la presidenza della Commissione trasparenza affidata a Gabriele Mundo. «Presidé, i miei omaggi»; «No, caro, presidente sei tu».

Le battute si sprecano nella bouvette dell'aula di via Verdi perché il titolo di presidente ce l'hanno quasi tutti. Proprio così: nella maggioranza che sostiene il sindaco tutti hanno un grado, generalmente di presidente, o in subordine di vicepresidente o di consigliere con delega. Il tutto, mentre restano senza un vertice tre commissioni che forse sarebbe il caso di affidare all'opposizione: quella di vigilanza sulla Bagnolifutura; quella speciale di indagine conoscitiva sulla discarica di Chiaiano; e quella di vigilanza sui grandi eventi. Tre commissioni-chiave le cui presidenze, invece (come si può verificare sul sito ufficiale del Comune di Napoli), non sono state assegnate a nessuno. Peccato. Perché che si tratta di commissioni di controllo su temi delicati che servono senza dubbio molto di più di tante altre inutili presidenze che potrebbero essere eliminate accorpando le commissioni. Ma veniamo i gruppi politici: ce ne sono addirittura 13 su 48 consiglieri. Al punto che quando viene convocata la conferenza dei presidenti dei Gruppi che calendarizza le sedute dell'aula occorre una stanza molto grande considerato che della Conferenza fanno parte anche il presidente dell'aula, Raimondo Pasquino, e i due vicepresidenti (rigorosamente di maggioranza), Elena Coccia e Fulvio Frezza, per un totale di 15 consiglieri. Una frammentazione da paura alla faccia della tanto annunciata razionalizzazione voluta dal sindaco, con tanto di «monogruppi», quattro, composti cioè da un unico consigliere che fa anche da capogruppo di se stesso e, come tale, ha a disposizione un ufficio, un telefono e almeno un dipendente comunale per la segreteria.

Più o meno le stesse proporzioni dei tempi della Iervolino quando i gruppi erano 17 e i monogruppi 8, a fronte però di 60 consiglieri e non 48, come oggi con de Magistris. L'ultimo monogruppo sbocciato in aula è quello di Napoli è Tua, la lista civica che ha sostenuto Luigi de Magistris alle elezioni Comunali del 2011. Erano stati eletti in sette. Poi il partito è deflagrato con i consiglieri andati un po' ovunque, alcuni dei quali hanno costituito nuovi gruppi (Pace ha composto un altro gruppo, Centro Democratico, che però non ha lo status di Gruppo in aula; poi sono nati Ricostruzione democratica e Laboratorio per l'Alternativa). Resta ora il solo Carmine Sgambati a fare da capogruppo di se stesso. Destino simile a quello di Andrea Santoro di Fli, di Gennaro Castiello del Popolo della Libertà Napoli e di Ciro Borriello, di Sel, pure loro a capo di loro stessi. Ma non finisce qui. Il sindaco ha anche scelto sei consiglieri comunali ai quali affidare delle deleghe su temi specifici: si tratta di Teresa Caiazzo, Luigi Esposito, Antonio Luongo, Francesco Vernetti, Carmine Schiano, Carmine Sgambati e Carmine Attanasio, quest'ultimo pure leader di un «monogruppo», quello dei Verdi, che però fa parte del gruppo misto. E veniamo all'Idv, che tra capogruppo, presidenti di commissione e consiglieri con delega del sindaco, hanno 11 graduati su 14 eletti. Non mancano infine le doppie presidenze: è il caso di Simona Molisso che è sia capogruppo di Ricostruzione democratica che presidente della Consulta delle elette.

 :rofl:

Offline Alemao

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #177 il: 30 Marzo, 2013, 13:50:24 pm »
Gradimento sindaci, De Luca terzo in Italia, tonfo de Magistris: crolla al 19esimo posto

Paolo Perrone, primo cittadino di Lecce, è il sindaco più apprezzato d’Italia nel sondaggio Datamonitor sul gradimento degli amministratori nel secondo semestre del 2012. Ma Vincenzo De Luca sale comunque sul podio, dopo Mario Lucini di Como, conquistando un terzo posto ottenuto grazie a un gradimento del 63,5% dei salernitani. Ma il risultato e i numeri vanno interpretati. Perrone e Lucini sono sindaci appena insediati, forti ancora di un sostegno elettorale e di un entusiasmo delle proprie comunità. Quindi acquisisce ancor più valore il terzo posto di De Luca, unico tra i primi quattro ad essere primo cittadino di lungo corso (alle sue spalle, infatti, c’è il palermitano Leoluca Orlando) e in risalita rispetto alla quinta posizione del 2012.

MARCIA INDIETRO - Il tonfo più consistente in Italia è per Luigi de Magistris. Il primo cittadino di Napoli – che era primo sia nell’edizione 2012 dei comuni capoluogo sia nel rilevamento per le aree metropolitane dello scorso anno - ora è diciannovesimo con un gradimento del 59,6%. Quasi sei punti in meno rispetto all’ultimo sondaggio Datamonitor, con il crollo più alto tra tutti i sindaci del Paese. Non entrano in classifica Avellino, Benevento e Caserta, nessuno di questi Comuni ha superato la quota del 55% di gradimento, soglia minima per conquistare il riconoscimento di amministrazione apprezzata.

Offline Alemao

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #178 il: 10 Aprile, 2013, 13:25:35 pm »
NAPOLI - Giornata di alta tensione a Napoli per la serrata dei commercianti contro le Zone a traffico limitato volute dal sindaco de Magistris. Ai lanci di petardi sono seguiti momenti di attrito con la polizia. Si segnalano anche alcuni feriti.

Un petardo è stato lanciato dal corteo dei commercianti anche nei pressi dell'edificio della Questura in via Medina. Palazzo San Giacomo, sede del Comune, è invece presidiato da un doppio cordone di agenti del reparto mobile e di carabinieri: qui, intorno alle 11 e 30, si sono registrati i momenti di tensione più forte. Gruppi di manifestanti hanno tentato di forzare il cordone e altri petardi sono stati esplosi. La polizia ha risposto con quella è stata definita «azione di respingimento» ed il lancio di alcuni lacrimogeni. Due manifestanti sono stati soccorsi da ambulanze del 118.

APPELLI CADUTI NEL VUOTO - Gli appelli del sindaco nei giorni scorsi non hanno convinto i commercianti napoletani che hanno cominciato a riunirsi, questa mattina, in piazza Carità. Serrande giù, altissima adesione degli esercenti: è iniziata così la serrata contro le tante Ztl cittadine istituite nell'ultimo anno dal Comune (Video). Il corteo è stato promosso dalla Confcommercio (la Confesercenti si è sfilata): in sostanza, i negozianti del centro storico e del quartiere Chiaia imputano al dispositivo di pedonalizzazione o di limitazione della circolazione delle auto buona parte della crisi degli incassi.

ZTL «CORRETTA» - Non è servito neppure l'annuncio, ieri, della nuova Ztl, quella rivista e corretta che permetterà nelle zone serali, dalle 21 fino alle 8 del mattino di percorrere piazza Dante e via Duomo prima interdette 24 ore su 24.

PETARDO CONTRO CAMIONETTA - Momenti di tensione davanti al Municipio di Napoli. Dopo l'esplosione di quattro-cinque petardi davanti al portone del Comune, uno dei quali lanciato a una delle camionette schierate a protezione del palazzo, le forze dell'ordine hanno fatto allontanare di qualche metro i manifestanti

La serrata dei commercianti si concluderà nel primo pomeriggio. In piazza i manifestanti mostrano cartelli contro la Ztl (confermata) di Chiaia, piazza Dante (con correttivi) e Quartieri spagnoli. Chiedono inoltre la riapertura di via Cervantes e via Guantai dove - affermano - 13 negozi su 33 sono stati costretti a chiudere dopo la chiusura al traffico per far spazio all'area pedonale.

QUASI TOTALITA' DEI NEGOZI - I commercianti in piazza sono espressione di tutta l'area che va da piazza Dante a via Toledo, dei Quartieri spagnoli e della Pignasecca. Alta l'adesione: la quasi totalità dei negozi di via Toledo ha le saracinesche abbassate; tutto chiuso alla Pignasecca, dove non ci nemmeno gli ambulanti, e nel centrale Corso Umberto.

URLA E INSULTI - Si sono registrati anche diversi momenti di tensione, soprattutto per gli «inviti», spesso conditi da urla e insulti, nei confronti di alcuni negozianti o ristoratori che non hanno aderito alla protesta. E al passaggio dell'ala dura del corteo in via Medina, tavoli e sedie di una trattoria sono stati gettati a terra, tanto che il titolare ha deciso di tirare giù la saracinesca per evitare il peggio.


Offline kolor

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #179 il: 10 Aprile, 2013, 14:06:02 pm »
Chiavica di Sindaco panzone di merda...stai facendo morire Napoli...latrina il sindaco della gente...della gente che vuole la tua testa forse.
"snobbiamo tutto snobbiamo, coppa italia, europa league...snobbiamo, poi restiamo col cazzo in mano." auto-citaz.