Autore Topic: Bronson - Nicholas Winding Refn 2008  (Letto 819 volte)  Share 

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Online Guallera V.2

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Bronson - Nicholas Winding Refn 2008
« il: 29 Settembre, 2011, 01:59:03 am »


Il film ha per protagonista l'attore britannico Tom Hardy, che interpreta il feroce criminale Michael Gordon Peterson, meglio conosciuto come Charles Bronson. Bronson è noto soprattutto per aver trascorso gran parte della sua vita in carcere, passando oltre trent'anni in isolamento.

Uno dei biopic più originali, folli e fuori dagli schemi di sempre. Il danese Refn cinque anni dopo il flop di Fear X, suo primo film inglese che lo "costrinse" a tornare in patria a girare due sequel di Pusher, il suo film d'esordio, torna in Inghilterra a girare di nuovo, dimostrando di essere uno degli autori europei più interessanti del panorama cinematografico odierno (lo dimostra poi anche il premio avuto all'ultimo festival di Cannes, per Drive suo primo film hollywoodiano, sperando che questo non significhi "prostituzione" come capitato a molti altri registi non americani, penso soprattutto a Lee Tamahori che nel '94 sconvolse il mondo con il bellissimo Once Were Warriors, e che poi a Hollywood non ha azzeccato un film, mettendosi a girare merdate come il peggior James Bond di sempre, Next con Nicolas "sono peggio di Jimmy il fenomeno" Cage e XXX2), demolendo praticamente uno degli generi più a rischio di clichè esistenti, vale a dire il biopic soprattutto quando si ha a che fare col film di ambientazione carceraria, quando il senso di dejà-vu è sempre dietro l'angolo.
Fin dalle prime scene invece ci presenta il protagonista del film, vestito come un Pierrot che parla sopra un palco di un teatro (infatti poi tutta la pellicola ha una forte componente teatrale) davanti a probabilmente ad un pubblico non esistente, che narra la sua incredibile vicenda, rispettando poco la cronologia e mettendo in risalto invece la natura violenta ai limiti del masochismo di questo abominevole individuo : si perchè questo Bronson passa incredibilmente gran parte della sua vita in carcere, ad organizzare rivolte (che il più delle volte si rivelano dei clamorosi flop) e ad azzuffarsi esclusivamente con i secondini, nonostante al di fuori del carcere non commetta particolari crimini violenti, il che rende la vicenda nonostante sia vera, complice anche squarci di umorismo nero, un film dalla forte componente grottesca.
Quasi onnipresente l'utilizzo della musica classica come nella migliore tradizione kubrickiana, non a caso il film ha molti riferimenti del cinema di Kubrick, soprattutto ad Arancia Meccanica.
Film dal forte contenuto di testosterone, e consigliato pure agli amanti delle mazzate alla Giggino Suker  :look:
In Italia è uscito solo nel giugno del 2011, praticamente inosservato pure dalla maggior parte dei siti specializzati, probabilmente presi a dare troppo credito a merdate pseudo-autoriali come Inception di Nolan....
« Ultima modifica: 29 Settembre, 2011, 02:01:41 am da kohna80 »

Offline kurz

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Re:Bronson - Nicholas Winding Refn 2008
« Risposta #1 il: 18 Luglio, 2013, 19:04:18 pm »
Me lo sono appena visto, gran bel film, grande interpretazione di Hardy (chi cazz o sap :look: )
gesucrì

Offline djcarmine

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Re:Bronson - Nicholas Winding Refn 2008
« Risposta #2 il: 18 Luglio, 2013, 20:43:00 pm »
refn, mazzate........mo vec'
ed io mi sentii in quel momento come una prostituta sverginata dai suoi aguzzini

C. Pazzo 
Noi vinciamo in quanto esistiamo. Vinciamo quando siamo in 60.000 per Napoli-Cittadella e quando ci ricordiamo di Esteban Lopez o di Picchio Varricchio. Vinciamo odiando le strisciate e vivendo in funzione di questa maglia. Vinciamo andando con un paio di amici allo stadio e non guardando la partita in casa da soli in un salotto di Reggio Calabria. Vinciamo quando siamo migliaia ad ogni trasferta, vinciamo quando uno juventino nella nostra città viene additato come essere anormale e malato di scabbia

Offline djcarmine

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Re:Bronson - Nicholas Winding Refn 2008
« Risposta #3 il: 21 Luglio, 2013, 15:50:07 pm »
checazzo veramente assai. refn è proprio un gran bel narratore della violenza vuota, della banalità del male. però si piace proprio assai in questo film  :asd:
ed io mi sentii in quel momento come una prostituta sverginata dai suoi aguzzini

C. Pazzo 
Noi vinciamo in quanto esistiamo. Vinciamo quando siamo in 60.000 per Napoli-Cittadella e quando ci ricordiamo di Esteban Lopez o di Picchio Varricchio. Vinciamo odiando le strisciate e vivendo in funzione di questa maglia. Vinciamo andando con un paio di amici allo stadio e non guardando la partita in casa da soli in un salotto di Reggio Calabria. Vinciamo quando siamo migliaia ad ogni trasferta, vinciamo quando uno juventino nella nostra città viene additato come essere anormale e malato di scabbia