Autore Topic: Madre e Figlio ( Aleksandr Sokurov - 1997)  (Letto 844 volte)  Share 

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Offline ziumberto

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Madre e Figlio ( Aleksandr Sokurov - 1997)
« il: 24 Settembre, 2010, 12:40:08 pm »



Regia: Aleksandr Sokurov
Interpreti: Gudrun Geyer, Alexei Ananishnov
Durata: h 1.15
Nazionalità :  Russia 
Genere: drammatico


Un uomo porta in braccio la madre morente in aperta campagna, la riconduce a casa, esce. Al ritorno, la trova morta nel sonno. Piccolo (?) capolavoro di fine secolo.
In questa “Pietà â€ dalle parti ribaltate, con il figlio che sorregge la madre, prima rassegnato al destino che si sta compiendo e, alla fine, disperato per il venir meno della persona più amata, la natura assolve alla funzione di contenere e assorbire ogni cosa, anche il dolore più grande. Sokurov fa un cinema come evento pittorico, “anche per la meticolosa tessitura dei rumori d'ambiente, giustamente paragonati a un affresco auditivo complementare alle immagini” (Paolo Cherchi Usai). Filma come se dipingesse, ritoccando quel che inquadra con obiettivi, filtri deformanti, specchi inclinati, grandi lastre di vetro tratteggiate con pennelli sottili. Il regista ha indicato nel pittore tedesco Caspar David Friedrich (1774-1840) e nel suo “Monaco sulla riva del mare” (preso a modello almeno in due inquadrature) la propria fonte di ispirazione, ma si potrebbero citare anche l'inglese Joseph Mallord Turner (1775-1851) e certi pittori russi dell'Ottocento, così come i suoi referenti musicali sono Wagner e Scarlatti. Geniale, ascetico, intransigente nella sua perfetta fusione tra etica ed estetica. Forse irripetibile.






Mmm...Questa prima pioggia autunnale mi ha ricordato questo dark film per eccellenza.
Tema greve e coraggioso, ma il regista ha realizzato pure un lavoro con un unico piano-sequenza di 90 minuti (Arca Russa).
Dialoghi senza retorica, fotografia fantastica…Un 'Rembrandt' per gli interni e un 'Turner' per gli esterni nel bosco;
le immagini sono distorte, filtrate, deformate, a sottolineare l’unicità  drammatica dell’evento vissuto che, per reazione, la mente trasporta nella dimensione del sogno, dell’irreale. Un film molto lento, tristissimo, magico.


 :pianto: :pianto: :pianto: :pianto:
« Ultima modifica: 30 Settembre, 2010, 11:23:08 am da ziumberto »