Autore Topic: Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)  (Letto 1334 volte)  Share 

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Offline wendell

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Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)
« il: 03 Giugno, 2012, 20:33:38 pm »


L’ultramilionario Eric Packer, giovane lupo di Wall Street, si sveglia con l’unica urgenza di aggiustare il proprio taglio di capelli e, a bordo della sua limousine, attraversa Manhattan da est a ovest in un giorno di tilt urbano. Il tragitto si trasforma in una simbolica e mortifera odissea.
Tratto da un romanzo di Don DeLillo del 2003 che prefigurava la crisi finanziaria a noi contemporanea. Cronenberg da l'impressione di averlo letto per poi riportare sullo schermo le parti sottolineate. Per più di metà film ci si ritrova ad ascoltare l'enunciazione sconnessa di principi di varia natura, senza alcun innesco graduale nè conseguenza diretta, col risultato spiacevole del ridicolo involontario. Gravi problemi di sceneggiatura acuiti da troppe interpretazioni sui generis.
I meriti contenutistici ci sono, ma sembrano ascrivibili più all'opera da cui si prende spunto : la critica "debordiana" al capitalismo e alla sua versione spettacolarizzata, l'implosione del sistema su e nel personaggio di Pattinson. E' proprio dal momento in cui si palesa la pulsione di morte (catartica) di quest'ultimo che il film riprende quota, fino all'ultimo scontro col suo killer (Giamatti), una versione postmoderna del confronto tra Sheen e Brando in Apocalypse Now, in fondo alla miseria della jungla urbana.
Significativo l'asciugamani in testa di Giamatti, sorta di reificazione della metafora con la quale spesso si prende in giro l'abbigliamento islamico e espressione di una guerra che dall'esterno si è trasferita all'interno stesso della società occidentale.
Fondamentalmente è un mezzo pasticcio ma apprezzo il tentativo di Cronenberg di tornare alla sua poetica più pura. Probabile che, con tutti i suoi difetti, questo film riesca a farsi ricordare più degli ultimi, forse troppo omologati al mainstream.

Voto: **1/2
ho cercato di capire cosa sei.....terrificante.

Offline mk89

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Re:Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)
« Risposta #1 il: 03 Giugno, 2012, 20:41:29 pm »
 :mazzarri:
Si abbufferà di psicofarmaci e anfetamine. Comunque visto lo stato mentale attuale, ha tutto per diventare amministratore di questo forum  :look:

Starfred

Re:Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)
« Risposta #2 il: 04 Giugno, 2012, 01:44:57 am »
:dela2:

Offline kurz

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Re:Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)
« Risposta #3 il: 19 Dicembre, 2012, 17:31:36 pm »
Visto, e sono d'accordo con la recensione di Peppe.
Film pieno di idee e contenuti, privo di emozioni, mi è venuto da fare un parallelo con synedchoche in alcuni punti, anche se magari è totalmente diverso, però lì le cose erano, o almeno sembravano collegate, la crisi del capitalismo, la crisi personale del personaggio non bastano a spiegare il tutto.

Dicevo, la crisi del capitalismo secondo Cronenberg, ma anche no, avrei preferito qualche paranoia in più e risvolti che avessero avuto un senso (forse una delle cose che ho apprezzato è stata l'ossessione per la guardia del corpo) e se ci metteva qualche mutazione avrei apprezzato maggiormente :look:

Il voto non lo so, mi verrebbe da dare ***
gesucrì

Offline Genny Fenny

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Re:Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)
« Risposta #4 il: 12 Gennaio, 2013, 16:01:17 pm »
Concordo completamente con Peppe.
E' un film che vuole essere vaticinante ma che è vecchio di almeno un decennio.
Appare solo pretenzioso negli intenti e prosaico nei mille ritagli mal raccolti.
Peraltro è pure una discreta purpettella, quindi se potete evitate proprio di vederlo.

Online Guallera V.2

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Re:Cosmopolis (David Cronenberg, 2012)
« Risposta #5 il: 09 Ottobre, 2013, 13:07:05 pm »
Il rincoglionimento senile di Cronenberg : brutto, pedante e terribilmente fastidioso. Pensavo che con l'atrocissimo A dangerous method avesse toccato il fondo (madò la scena iniziale della Knightley, che si conferma l'attrice cagna per eccellenza, che fa le smorfie alla Franco Franchi, mi ha fatto pisciare sotto dalle risate...), ma mi sbagliavo....beh certo questo è un pochettino meglio, ma l'incredibile doppio passo falso del canadese grida vendetta, soprattutto dopo il sublime dittico noir con A history of violence e La promessa dell'assassino, due film che avevano dimostrato il cambiamento radicale della cinematografia di Cronenberg, senza scalfire l'estro e la maestria. Purtroppo dopo l'apice ecco l'abisso. Il dialogo lungo ed estanuante tra Giamatti e Pattinson è la vera pietra tombale del film, 20 minuti di chiacchiere senza capire un cazzo. Male molto male.