Autore Topic: Paura in palcoscenico (Alfred Hitchcock, 1950)  (Letto 257 volte)  Share 

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Offline wendell

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Paura in palcoscenico (Alfred Hitchcock, 1950)
« il: 16 Aprile, 2012, 16:58:31 pm »


Eve Gill, studentessa della Royal Academy Dramatic Arts, cerca di scagionare l'amico Jonathan che pretende di essere ingiustamente sospettato di avere ucciso il marito della sua amante Charlotte, diva del music-hall.
Rispetto agli standard hitchcockiani, manca di suspence e non è supportato da un cast all'altezza, fatta eccezione per Marlene Dietrich (comunque impegnata nei panni dell'ovvia femme fatale). I pilastri su cui poggia l'impalcatura narrativa provengono dal decennio precedente: l'innocente sotto accusa (Giovane e innocente), il complice inatteso (il padre della donna amata/amante, come in Sabotatori), il crollo del colpevole durante una performance musicale (come ne Il club dei 39), il rapporto tra la donna vicina all'indagato e l'ispettore (come in L'ombra del dubbio). Il regista, a dire il vero, alcuni di questi cliché personali li rivisita con lo scopo di depistare anche lo spettatore più affezionato, ma il risultato è comunque fiacco.

Voto: **1/2
ho cercato di capire cosa sei.....terrificante.