Autore Topic: Izzo Armando [Avellino, comproprietà]  (Letto 9991 volte)  Share 

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Offline Alemao

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #40 il: 09 Settembre, 2013, 13:35:54 pm »
Gioca in una difesa a tre a destra, buonina la sua prova, buon piede, attento, personalita'. Forse pero' renderebbe meglio centrale in una difesa a 4.

Ahia......

Sta giocando bene. Peccato sia finito in quella specie di lupanare chiamato Avellino. Non riesco proprio a vederlo con quella maglia addosso.

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Offline Genny Fenny

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R: Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #41 il: 09 Settembre, 2013, 15:34:47 pm »
Ma la sua particolare storia? :look:

Offline Alemao

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #42 il: 09 Settembre, 2013, 15:36:51 pm »
Quando Armando Izzo da Scampia aveva 9 anni e tirava calci a un pallone per le strade del quartiere, di quello che tutti conoscono come «Terzo Mondo» o rione delle «case dei puffi», la gente aveva già capito tutto: «Dicevano che un giorno sarei diventato calciatore». Un patrimonio. Una bella scommessa: sì, perché tra gli alberi di cemento di questa giungla d’asfalto, spesso il destino è già segnato. Inutile girarci intorno: sei povero, non hai mezzi e rischi seriamente di entrare nel sistema della camorra. «A me è capitato di avere a che fare con certe situazioni, ma ho sempre rifiutato per due motivi: per mia madre e per il calcio. L’onestà è la prima cosa». È la rampa di lancio. È l’ingrediente che, mischiato al talento, ha permesso a Izzo di cambiare vita in poche settimane: dalla Berretti alla Primavera, fino agli allenamenti con la prima squadra. Da gennaio a oggi. Con il Napoli dei grandi. Con Mazzarri. «Uà, assurdo... se mi vedesse papà». E gli occhi neri cominciano a brillare. Il padre Colpisce la dignità di questo ragazzo di 18 anni, «sono nato il 2-3-1992» recita la data come un militare, quando racconta la sua storia di povertà e sacrifici: «Mio padre si chiamava Enzo, è morto quando avevo 10 anni. Lui ne aveva 29. Era fissato con il calcio: sognava di vedermi al San Paolo con la maglia del Napoli e così mi portò a scuola calcio». L’Arci Scampia, a notarlo fu Tonino Piccolo. «Avevo 9 anni, e ricordo che papà parlò chiaro: lo volete? D’accordo, ma sappiate che io non ho un euro per pagargli la retta». E giù una risata. «Dopo la sua morte, a 11 anni, ho fatto il provino a Marianella e il Napoli mi prese». E cominciò la trafila delle giovanili azzurre. Il San Paolo e il matrimonio Il sogno di Enzo comincia a prendere forma. Salvo poi sbattere contro la realtà: «All’epoca mia madre era disoccupata - continua Armando -, al massimo faceva i servizi a casa di alcune famiglie. Oltre a me dovevano mangiare anche i miei quattro fratelli ed essendo il maggiore decisi di smettere con il calcio per lavorare: avevo 14 anni. Spesso facevo il giro dei parenti per un po’ d’aiuto: è stata dura. Molto dura». Un giovanotto costretto a diventare uomo può anche cadere in tentazione. Soprattutto in certe realtà a rischio: «Io abito a Scampia, la situazione non è facile. Sì, qualcuno ha provato ad avvicinarmi, ma io ho sempre rifiutato certe cose. Anche nei momenti di fame nera: l’ho fatto per mammà, per lei che deve tirare avanti senza papà». Armando racconta con estrema lucidità. E la dignità diventa fierezza: «Poi le cose sono cambiate: ora mamma lavora in un centro commerciale e io sto provando in tutti a modi a diventare un vero calciatore». Scalata rapida, quest’anno. «Berretti, Primavera e qualche allenamento con la prima squadra: Mazzarri è fantastico. E poi è incredibile marcare Lavezzi e rubare i segreti del mio idolo Cannavaro». Un crescendo. Con finale tricolore. Azzurro: «Un giorno spero di esordire al San Paolo». Blu: «Di fare un viaggio a Londra, per conoscere Terry del Chelsea». Rosa: «E sposare Titta. La mia fidanzata».

Armando Izzo è nato a Napoli il 2 marzo 1992. Il giocatore azzurrino, cresciuto nell’Arci Scampia, ha cominciato la stagione con la Berretti, salvo poi essere aggregato alla Primavera di Ivan Faustino. Convocato per il Viareggio, senza però mai esordire, Izzo ha collezionato 6 presenze. Difensore centrale dai piedi buoni, testa alta e disinvoltura nei disimpegni, ha segnato 2 gol nelle prime tre apparizioni con la squadra di Faustino. Il Mattino.


Premio Pulitzer al giornalista.

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AyeyeBrazov

Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #43 il: 09 Settembre, 2013, 15:52:03 pm »
Quando Armando Izzo da Scampia aveva 9 anni e tirava calci a un pallone per le strade del quartiere, di quello che tutti conoscono come «Terzo Mondo» o rione delle «case dei puffi», la gente aveva già capito tutto: «Dicevano che un giorno sarei diventato calciatore». Un patrimonio. Una bella scommessa: sì, perché tra gli alberi di cemento di questa giungla d’asfalto, spesso il destino è già segnato. Inutile girarci intorno: sei povero, non hai mezzi e rischi seriamente di entrare nel sistema della camorra. «A me è capitato di avere a che fare con certe situazioni, ma ho sempre rifiutato per due motivi: per mia madre e per il calcio. L’onestà è la prima cosa». È la rampa di lancio. È l’ingrediente che, mischiato al talento, ha permesso a Izzo di cambiare vita in poche settimane: dalla Berretti alla Primavera, fino agli allenamenti con la prima squadra. Da gennaio a oggi. Con il Napoli dei grandi. Con Mazzarri. «Uà, assurdo... se mi vedesse papà». E gli occhi neri cominciano a brillare. Il padre Colpisce la dignità di questo ragazzo di 18 anni, «sono nato il 2-3-1992» recita la data come un militare, quando racconta la sua storia di povertà e sacrifici: «Mio padre si chiamava Enzo, è morto quando avevo 10 anni. Lui ne aveva 29. Era fissato con il calcio: sognava di vedermi al San Paolo con la maglia del Napoli e così mi portò a scuola calcio». L’Arci Scampia, a notarlo fu Tonino Piccolo. «Avevo 9 anni, e ricordo che papà parlò chiaro: lo volete? D’accordo, ma sappiate che io non ho un euro per pagargli la retta». E giù una risata. «Dopo la sua morte, a 11 anni, ho fatto il provino a Marianella e il Napoli mi prese». E cominciò la trafila delle giovanili azzurre. Il San Paolo e il matrimonio Il sogno di Enzo comincia a prendere forma. Salvo poi sbattere contro la realtà: «All’epoca mia madre era disoccupata - continua Armando -, al massimo faceva i servizi a casa di alcune famiglie. Oltre a me dovevano mangiare anche i miei quattro fratelli ed essendo il maggiore decisi di smettere con il calcio per lavorare: avevo 14 anni. Spesso facevo il giro dei parenti per un po’ d’aiuto: è stata dura. Molto dura». Un giovanotto costretto a diventare uomo può anche cadere in tentazione. Soprattutto in certe realtà a rischio: «Io abito a Scampia, la situazione non è facile. Sì, qualcuno ha provato ad avvicinarmi, ma io ho sempre rifiutato certe cose. Anche nei momenti di fame nera: l’ho fatto per mammà, per lei che deve tirare avanti senza papà». Armando racconta con estrema lucidità. E la dignità diventa fierezza: «Poi le cose sono cambiate: ora mamma lavora in un centro commerciale e io sto provando in tutti a modi a diventare un vero calciatore». Scalata rapida, quest’anno. «Berretti, Primavera e qualche allenamento con la prima squadra: Mazzarri è fantastico. E poi è incredibile marcare Lavezzi e rubare i segreti del mio idolo Cannavaro». Un crescendo. Con finale tricolore. Azzurro: «Un giorno spero di esordire al San Paolo». Blu: «Di fare un viaggio a Londra, per conoscere Terry del Chelsea». Rosa: «E sposare Titta. La mia fidanzata».

Armando Izzo è nato a Napoli il 2 marzo 1992. Il giocatore azzurrino, cresciuto nell’Arci Scampia, ha cominciato la stagione con la Berretti, salvo poi essere aggregato alla Primavera di Ivan Faustino. Convocato per il Viareggio, senza però mai esordire, Izzo ha collezionato 6 presenze. Difensore centrale dai piedi buoni, testa alta e disinvoltura nei disimpegni, ha segnato 2 gol nelle prime tre apparizioni con la squadra di Faustino. Il Mattino.


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AyeyeBrazov

Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #44 il: 09 Settembre, 2013, 15:55:09 pm »

Offline Freddo

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #45 il: 09 Settembre, 2013, 16:52:55 pm »
Come difensore ricorda un po' Albiol anche se non cosi' alto, elegante, tecnico e poco falloso ma sempre attento.
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Offline nickwire

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R: Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #46 il: 09 Settembre, 2013, 17:33:55 pm »
Quando Armando Izzo da Scampia aveva 9 anni e tirava calci a un pallone per le strade del quartiere, di quello che tutti conoscono come «Terzo Mondo» o rione delle «case dei puffi», la gente aveva già capito tutto: «Dicevano che un giorno sarei diventato calciatore». Un patrimonio. Una bella scommessa: sì, perché tra gli alberi di cemento di questa giungla d’asfalto, spesso il destino è già segnato. Inutile girarci intorno: sei povero, non hai mezzi e rischi seriamente di entrare nel sistema della camorra. «A me è capitato di avere a che fare con certe situazioni, ma ho sempre rifiutato per due motivi: per mia madre e per il calcio. L’onestà è la prima cosa». È la rampa di lancio. È l’ingrediente che, mischiato al talento, ha permesso a Izzo di cambiare vita in poche settimane: dalla Berretti alla Primavera, fino agli allenamenti con la prima squadra. Da gennaio a oggi. Con il Napoli dei grandi. Con Mazzarri. «Uà, assurdo... se mi vedesse papà». E gli occhi neri cominciano a brillare. Il padre Colpisce la dignità di questo ragazzo di 18 anni, «sono nato il 2-3-1992» recita la data come un militare, quando racconta la sua storia di povertà e sacrifici: «Mio padre si chiamava Enzo, è morto quando avevo 10 anni. Lui ne aveva 29. Era fissato con il calcio: sognava di vedermi al San Paolo con la maglia del Napoli e così mi portò a scuola calcio». L’Arci Scampia, a notarlo fu Tonino Piccolo. «Avevo 9 anni, e ricordo che papà parlò chiaro: lo volete? D’accordo, ma sappiate che io non ho un euro per pagargli la retta». E giù una risata. «Dopo la sua morte, a 11 anni, ho fatto il provino a Marianella e il Napoli mi prese». E cominciò la trafila delle giovanili azzurre. Il San Paolo e il matrimonio Il sogno di Enzo comincia a prendere forma. Salvo poi sbattere contro la realtà: «All’epoca mia madre era disoccupata - continua Armando -, al massimo faceva i servizi a casa di alcune famiglie. Oltre a me dovevano mangiare anche i miei quattro fratelli ed essendo il maggiore decisi di smettere con il calcio per lavorare: avevo 14 anni. Spesso facevo il giro dei parenti per un po’ d’aiuto: è stata dura. Molto dura». Un giovanotto costretto a diventare uomo può anche cadere in tentazione. Soprattutto in certe realtà a rischio: «Io abito a Scampia, la situazione non è facile. Sì, qualcuno ha provato ad avvicinarmi, ma io ho sempre rifiutato certe cose. Anche nei momenti di fame nera: l’ho fatto per mammà, per lei che deve tirare avanti senza papà». Armando racconta con estrema lucidità. E la dignità diventa fierezza: «Poi le cose sono cambiate: ora mamma lavora in un centro commerciale e io sto provando in tutti a modi a diventare un vero calciatore». Scalata rapida, quest’anno. «Berretti, Primavera e qualche allenamento con la prima squadra: Mazzarri è fantastico. E poi è incredibile marcare Lavezzi e rubare i segreti del mio idolo Cannavaro». Un crescendo. Con finale tricolore. Azzurro: «Un giorno spero di esordire al San Paolo». Blu: «Di fare un viaggio a Londra, per conoscere Terry del Chelsea». Rosa: «E sposare Titta. La mia fidanzata».

Armando Izzo è nato a Napoli il 2 marzo 1992. Il giocatore azzurrino, cresciuto nell’Arci Scampia, ha cominciato la stagione con la Berretti, salvo poi essere aggregato alla Primavera di Ivan Faustino. Convocato per il Viareggio, senza però mai esordire, Izzo ha collezionato 6 presenze. Difensore centrale dai piedi buoni, testa alta e disinvoltura nei disimpegni, ha segnato 2 gol nelle prime tre apparizioni con la squadra di Faustino. Il Mattino.


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Abbiamo bisogno di uomini così nel Napoli, speriamo tanto abbia pure il talento.

Offline Hwarang

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #47 il: 09 Settembre, 2013, 17:36:24 pm »
Speriamo, perchè i difensori servono come il pane.
"Avrei potuto non firmare tante esclusive con Aurelio. Non voglio dare la colpa a lui, la colpa ce l’ho io, anche di aver creduto alle sue promesse. Firmavo un contratto per cinque film perché avrei dovuto farne due come attore da solo, uno come regista, uno magari con Nuti e uno con Verdone. Ma poi mi spiegava che se metteva me e Verdone in un unico film ci perdeva, perché bastava uno solo ad attirare il pubblico. Mettendoci insieme incassava la metà e così mi ritrovavo a fare cinque cinepanettoni." -Christian De Sica.

Offline nickwire

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #48 il: 09 Settembre, 2013, 22:04:01 pm »
Armando Izzo (Avellino) palleggia negli spogliatoi



o parean nguoll palesemente  :maronn:

Offline Alemao

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #49 il: 12 Settembre, 2013, 12:16:20 pm »
È forse l'unico tra i nostri giovani assieme a Sepe che ha il posto da titolare assicurato nella propria squadra. L'anno scorso ha giocato davvero bene. Rastelli crede moltissimo in lui.

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #50 il: 09 Ottobre, 2013, 12:36:12 pm »
Molto bene fino ad ora..già 8 presenze da titolare..da tenere sotto controllo... :brà:

Offline Alemao

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #51 il: 09 Ottobre, 2013, 18:20:49 pm »
Molto bene fino ad ora..già 8 presenze da titolare..da tenere sotto controllo... :brà:

Voglio vederlo in una difesa a 4 l'anno prossimo. Dei nostri è senza dubbio quello che sta giocando meglio assieme a Sepe e Dezi.

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Offline Alemao

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #52 il: 16 Ottobre, 2013, 13:46:22 pm »
Sorriso scanzonato, sguardo fiero e piglio pronto. Armando Izzo è così: un ragazzotto semplice, umile, tutto casa e campo, come solo gli sportivi veri sanno fare. O almeno dovrebbero. E quando gli parli di Napoli, il suo Napoli, in quella voce schietta scorgi un’emozione romantica che lo fa tremolare: “In azzurro ho vissuto degli anni importanti – racconta in esclusiva a NapoliCalcioLive.com – tutt’oggi ci ripenso con affetto”. Dai Mini-Allievi Regionali di mister Mollo alla Primavera di Roberto Miggiano (senza dimenticare la Berretti) il passo è stato breve. Il ricordo più bello nel 2010: inaspettata arriva la chiamata di Mazzarri che lo vuole in Prima Squadra per il ritiro a Folgaria. “Un’esperienza unica, ogni calciatore la dovrebbe provare almeno una volta nella sua carriere carriera”, rammenta l’ex difensore ‘azzurrino’.

“Venivo da un periodo in cui non giocavo, poi in sei mesi feci bene e così Mazzarri si accorse di me e decise di osservarmi più da vicino. In quelle settimane mi allenai soltanto, ma ne fui molto contento. Lavorare gomito a gomito con Paolo Cannavaro ed affiancarlo in amichevole è stato davvero bellissimo”. Da allora Izzo ne ha fatta tanta di strada ed oggi è un punto fermo dell’Avellino, autentica rivelazione di queste prime giornate di Serie B.

Ti aspettavi un inizio di stagione così brillante?
“Probabilmente non se l’aspettava nessuno, però sapevamo di dover cominciare in questo modo: con la cattiveria giusta e con determinazione. L’allenatore ci chiede di stare concentrati e di dare l’anima in ogni partita”.

Un cartellino e un futuro divisi a metà col Napoli. Con la speranza, magari, di tornare a casa per restare.
“Giocare a Napoli con la maglia della propria città è il sogno di tutti i napoletani. Per adesso sono concentrato sull’Avellino, col quale ho un debito molto forte: i tifosi mi hanno accolto benissimo, la società e la città mi hanno dato tanto, per questo ci metto tutto me stesso. Certo, sono in comproprietà e quindi al futuro ci penso. Magari il mio procuratore si metterà d’accordo col club e insieme valuteremo cosa fare. In futuro vedremo se sono da Napoli oppure no”.

Ma perché Rafa Benítez dovrebbe puntare su Armando Izzo?
“Perché mi piace uscire palla al piede, ho una certa forza fisica, gioco con serenità e concentrazione, che a mio avviso sono due requisiti fondamentali per un professionista. Inoltre, quando scendo in campo mi diverto e chi fa così riesce sempre a dare qualcosa in più rispetto agli altri”.

A chi ti paragoneresti? Hai un modello al quale ti ispiri?
“Sergio Ramos: è lui il mio idolo”.

Da perno della difesa con Mazzarri a ‘seconda scelta’ con Benítez: come giudichi la situazione di Cannavaro?
“Paolo è un capitano vero, ha dato e continua a dare tutto per Napoli, lo ha dimostrato in passato e lo fa tutt’ora. Son certo che in futuro giocherà. Ha qualità importanti, in pochi in Italia sono al suo livello”.

Come ricordi l’esperienza in Trentino?
“Fu bellissima. Mazzarri mi trattò molto bene e mi diede l’opportunità di imparare da compagni affermati ed esperti. Lavezzi ed Hamšik erano quasi immarcabili, ma nel mio piccolo feci del mio meglio per fermarli (ride, ndr). Per non parlare dei continui scherzi di Zúñiga e Grava negli spogliatoi: era davvero un bel gruppo, peccato che qualcuno non sia imasto”.

Raccontaci il primo Insigne. Quanto lo vedi cresciuto dall’epoca delle Giovanili e da quello stesso ritiro nel 2010? Dove può arrivare?
“Per Lorenzo vale il discorso fatto prima: è un napoletano e, in quanto tale, per lui la maglia azzurra ha un valore speciale. Ricordo che arrivare in Prima Squadra è sempre stato il suo sogno. C’è chi da ragazzo guarda alla Juve, chi all’Inter, chi al Milan; Insigne, invece, ha sempre guardato solo al Napoli. Abbiamo giocato insieme ai tempi della Primavera e già in quegli anni era fortissimo. A Foggia è migliorato tanto grazie a Zeman e sono felice che stia ancora crescendo. È bello vederlo protagonista in Nazionale e spero vivamente che possa andare al Mondiale”.

Benítez stima Bariti al punto da farlo esordire in A dopo poche giornate. Di’ la verità: hai provato un po’ di invidia a vederlo in campo contro il Livorno?
“Sono molto contento per lui, Bariti è un gran talento e merita il meglio. Chiunque vada a Napoli per fare bene avrà sempre la mia ammirazione, figuriamoci se si tratta di un mio ex compagno. Vedrete che vi darà delle belle soddisfazioni”.

Torniamo all’Avellino. Qual è il segreto della vostra forza?
“Abbiamo uno spogliatoio vincente e di questo va dato merito a mister Rastelli. Ci alleniamo giorno per giorno con gran sacrificio, consapevoli che ogni sabato sarà una battaglia”.

Dal 2012 in squadra con Biancolino. Avrete sicuramente parlato del gol nei playoff che condannarono il Napoli alla permanenza in C.
“Purtroppo sì (ride, ndr). Gli ho detto più volte: ‘Ma sei di Napoli, come hai fatto? Potevi risparmiartelo…’. Scherzi a parte, Raffaele tiene molto alla maglia e dà tutto per l’Avellino. È un vero professionista e nel nostro mestiere certe cose possono capitare”.

Che effetto fa vedere Sepe capolista col Lanciano?
“Luigi è un ottimo portiere e sta disputando un gran campionato. Eravamo insieme in azzurro ed è bello rincontrarsi da protagonisti in altre piazze. Sarà un duello interessante, vedremo alla lunga chi andrà più lontano”.Gigi Di Biagio ti sta tenendo d’occhio. Dopo Zappacosta, potrebbe toccare a te esordire con la Nazionale Under-21.“Chiaramente mi piacerebbe. Farlo con un compagno di club, poi, sarebbe ancora più bello. Sono orgoglioso del mio rendimento e penso a continuare su questa strada. Se dovesse arrivare anche la convocazione, potrei solo esserne contento”.

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Offline FistingTopo

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #53 il: 17 Ottobre, 2013, 21:05:31 pm »
Comunque si inizia a vedere i frutti di quella primavera, fatta con quattro percoche e due susine. A suo tempo pensavo che i
soli Maiello e Sepe avrebbo sfondato  :look: ....invece il pioniere è stato Insigne, con Maiello (che comunque con il tempo potrebbe arrivarci in A) e Ciano che si stanno rivelando discreti elementi per la serie B, Izzo potrebbe essere invece una piacevole sorpresa e Sepe piano piano sta uscendo fuori. Alla fine tanto schifosa non è stata come annata  :look:


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« Risposta #54 il: 18 Ottobre, 2013, 13:35:57 pm »
Comunque si inizia a vedere i frutti di quella primavera, fatta con quattro percoche e due susine. A suo tempo pensavo che i
soli Maiello e Sepe avrebbo sfondato  :look: ....invece il pioniere è stato Insigne, con Maiello (che comunque con il tempo potrebbe arrivarci in A) e Ciano che si stanno rivelando discreti elementi per la serie B, Izzo potrebbe essere invece una piacevole sorpresa e Sepe piano piano sta uscendo fuori. Alla fine tanto schifosa non è stata come annata  :look:

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Offline Hwarang

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #55 il: 18 Ottobre, 2013, 23:40:28 pm »
Facciamolo tornare a gennaio.
"Avrei potuto non firmare tante esclusive con Aurelio. Non voglio dare la colpa a lui, la colpa ce l’ho io, anche di aver creduto alle sue promesse. Firmavo un contratto per cinque film perché avrei dovuto farne due come attore da solo, uno come regista, uno magari con Nuti e uno con Verdone. Ma poi mi spiegava che se metteva me e Verdone in un unico film ci perdeva, perché bastava uno solo ad attirare il pubblico. Mettendoci insieme incassava la metà e così mi ritrovavo a fare cinque cinepanettoni." -Christian De Sica.

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #56 il: 18 Ottobre, 2013, 23:41:09 pm »
Facciamolo tornare a gennaio.

Gioca in una difesa a 3.

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Offline Hwarang

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« Risposta #57 il: 18 Ottobre, 2013, 23:55:40 pm »
Gioca in una difesa a 3.

Può giocare benissimo pure a 4, non è un deficiente come o'capitone.

Che poi, opinione mia, un difensore qualsiasi gioca bene a 4 sempre, il giocare bene a 3 è un qualcosa in più.
« Ultima modifica: 18 Ottobre, 2013, 23:57:26 pm da Hwarang »
"Avrei potuto non firmare tante esclusive con Aurelio. Non voglio dare la colpa a lui, la colpa ce l’ho io, anche di aver creduto alle sue promesse. Firmavo un contratto per cinque film perché avrei dovuto farne due come attore da solo, uno come regista, uno magari con Nuti e uno con Verdone. Ma poi mi spiegava che se metteva me e Verdone in un unico film ci perdeva, perché bastava uno solo ad attirare il pubblico. Mettendoci insieme incassava la metà e così mi ritrovavo a fare cinque cinepanettoni." -Christian De Sica.

Offline Freddo

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #58 il: 19 Ottobre, 2013, 07:56:08 am »
Può giocare benissimo pure a 4, non è un deficiente come o'capitone.

Che poi, opinione mia, un difensore qualsiasi gioca bene a 4 sempre, il giocare bene a 3 è un qualcosa in più.

L'anno scorso in lega pro giocava a 4 e forse andava pure meglio che a 3 perchè riusciva a sfruttare di più la sua personalità ed i piedi buoni. In qualche modo mi ricorda un pò Albiol anche se gli manca sicuramente esperienza.
Higuain Latrina!

Offline Hwarang

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Re:Izzo Armando [Avellino, comproprietà]
« Risposta #59 il: 19 Ottobre, 2013, 09:56:22 am »
L'anno scorso in lega pro giocava a 4 e forse andava pure meglio che a 3 perchè riusciva a sfruttare di più la sua personalità ed i piedi buoni. In qualche modo mi ricorda un pò Albiol anche se gli manca sicuramente esperienza.

Si. Inoltre è rapido, ha un passo diverso rispetto ai nostri. Attualmente se fosse qui sarebbe oro colato rispetto all'ebete raccomandato.
"Avrei potuto non firmare tante esclusive con Aurelio. Non voglio dare la colpa a lui, la colpa ce l’ho io, anche di aver creduto alle sue promesse. Firmavo un contratto per cinque film perché avrei dovuto farne due come attore da solo, uno come regista, uno magari con Nuti e uno con Verdone. Ma poi mi spiegava che se metteva me e Verdone in un unico film ci perdeva, perché bastava uno solo ad attirare il pubblico. Mettendoci insieme incassava la metà e così mi ritrovavo a fare cinque cinepanettoni." -Christian De Sica.