Autore Topic: William Prunier  (Letto 4091 volte)  Share 

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Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #20 il: 24 Luglio, 2010, 16:09:01 pm »
Questa è dell'anno dopo :look:

sì, questa è quella dell'anno di b. era simile a quella del 98, la differenza stava appunto nelle "bretelle".
e non saprai mai quanto ti amo, fino a quando ti porto nel cuor...

Offline wendell

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Re:William Prunier
« Risposta #21 il: 24 Luglio, 2010, 16:14:40 pm »
sì, questa è quella dell'anno di b.

Altra splenida annata, con Murgita a lungo inseguito, Scapolo ala stratosferica, Shalimov mente creativa, Daino e Mora sulle fasce, Angelo Paradiso e il mitico Gennaro "Casiraghi" Scarlato.
Poi mi chiedete perchè sono così pessimista. Certi traumi nel pieno dell'infanzia calcistica..
ho cercato di capire cosa sei.....terrificante.

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Re:William Prunier
« Risposta #22 il: 24 Luglio, 2010, 16:17:48 pm »
Altra splenida annata, con Murgita a lungo inseguito, Scapolo ala stratosferica, Shalimov mente creativa, Daino e Mora sulle fasce, Angelo Paradiso e il mitico Gennaro "Casiraghi" Scarlato.
Poi mi chiedete perchè sono così pessimista. Certi traumi nel pieno dell'infanzia calcistica..

murgita il TALLONITICO, thorsten flick, la coppa d'attacco triuzzi-scarlato in un vomitevole napoli-fidelis andria...mamma mia, un'annata da suicidio e per certi versi molto più vergognosa di quella precedente.
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Offline bart

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Re:William Prunier
« Risposta #23 il: 24 Luglio, 2010, 16:18:10 pm »


 :paura:

Offline wendell

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Re:William Prunier
« Risposta #24 il: 24 Luglio, 2010, 16:21:14 pm »
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Offline wendell

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Re:William Prunier
« Risposta #25 il: 24 Luglio, 2010, 16:22:55 pm »
murgita il TALLONITICO, thorsten flick, la coppa d'attacco triuzzi-scarlato in un vomitevole napoli-fidelis andria...mamma mia, un'annata da suicidio e per certi versi molto più vergognosa di quella precedente.

Ho sbagliato però, Mora venne l'anno dopo con Oddo. E Daino fu uno dei migliori, infatti bestemmiai quando non lo riscattammo.
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Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #26 il: 24 Luglio, 2010, 16:24:32 pm »
Ho sbagliato però, Mora venne l'anno dopo con Oddo. E Daino fu uno dei migliori, infatti bestemmiai quando non lo riscattammo.

no no...mora c'era. lo prendemmo dal parma  :sisi:
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Offline bart

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Re:William Prunier
« Risposta #27 il: 24 Luglio, 2010, 16:24:37 pm »
William Prunier

Un “pelatone” forte e statico come una quercia secolare

William Prunier con la maglia del Napoli Prunier è passato alla storia come uno dei peggiori acquisti sia del calcio italiano che di quello inglese. Nella stagione 1996/97 veste la gloriosa maglia del Manchester United reduce da una buona stagione in Patria, nel Bordeaux. Parte bene con una gagliarda prestazione all’esordio ma nel match successivo i “Red Devils” beccano ben quattro gol dal Tottenham e sulla graticola finisce il buon William, protagonista di una prestazione quasi imbarazzante. Il francese viene quindi scaricato dopo appena due gare disputate, cercando di ricominciare nelle fila del modesto Copenhagen; l’anno seguente risale la china nel piccolo Montpellier e si fa notare da alcuni osservatori europei. Nella stagione 1997/98 lo acquista il Presidente del Napoli Ferlaino; qualcuno maligna che il massimo dirigente azzurro si sia basato solo su alcune videocassette per giudicare la bontà  del robusto difensore francese. Come fanno molti, del resto. Inizia così la sua avventura italiana: in un Napoli pieno di famosi “Bidoni” (Crasson, Stojak, Calderon), William colleziona appena tre presenze e si fa ricordare con affetto dai tifosi partenopei per un roboante Roma-Napoli 6-2 con tripletta di Balbo marcato proprio da lui. I giornali gli rifilano un bel quattro in pagella e un giornalista sportivo conia per un lui un commento illuminante: «Forte e statico come una quercia». La sua avventura italiana finisce così, senza ricordi positivi. Prunier riesce ad esprimersi in modo dignitoso solo in Patria, visto che dal 1999 al 2003 difende stoicamente i colori del Tolosa, anche in Terza Divisione. A fine 2003 lascia ancora la sua Patria e va a “svernare” in Qatar, nell’Al Sailiya.


http://www.calciobidoni.it/bidoni/prunier.html


come cazzo ha fatto a giocare nel Manchester questo qui?? :maronn:

Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #28 il: 24 Luglio, 2010, 16:32:04 pm »
William Prunier

Un “pelatone” forte e statico come una quercia secolare

William Prunier con la maglia del Napoli Prunier è passato alla storia come uno dei peggiori acquisti sia del calcio italiano che di quello inglese. Nella stagione 1996/97 veste la gloriosa maglia del Manchester United reduce da una buona stagione in Patria, nel Bordeaux. Parte bene con una gagliarda prestazione all’esordio ma nel match successivo i “Red Devils” beccano ben quattro gol dal Tottenham e sulla graticola finisce il buon William, protagonista di una prestazione quasi imbarazzante. Il francese viene quindi scaricato dopo appena due gare disputate, cercando di ricominciare nelle fila del modesto Copenhagen; l’anno seguente risale la china nel piccolo Montpellier e si fa notare da alcuni osservatori europei. Nella stagione 1997/98 lo acquista il Presidente del Napoli Ferlaino; qualcuno maligna che il massimo dirigente azzurro si sia basato solo su alcune videocassette per giudicare la bontà  del robusto difensore francese. Come fanno molti, del resto. Inizia così la sua avventura italiana: in un Napoli pieno di famosi “Bidoni” (Crasson, Stojak, Calderon), William colleziona appena tre presenze e si fa ricordare con affetto dai tifosi partenopei per un roboante Roma-Napoli 6-2 con tripletta di Balbo marcato proprio da lui. I giornali gli rifilano un bel quattro in pagella e un giornalista sportivo conia per un lui un commento illuminante: «Forte e statico come una quercia». La sua avventura italiana finisce così, senza ricordi positivi. Prunier riesce ad esprimersi in modo dignitoso solo in Patria, visto che dal 1999 al 2003 difende stoicamente i colori del Tolosa, anche in Terza Divisione. A fine 2003 lascia ancora la sua Patria e va a “svernare” in Qatar, nell’Al Sailiya.


http://www.calciobidoni.it/bidoni/prunier.html


come cazzo ha fatto a giocare nel Manchester questo qui?? :maronn:


si dice fosse amico di eric cantona...non ricordo dove lo lessi.
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Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #29 il: 24 Luglio, 2010, 16:36:08 pm »
William Prunier nasce a Montreuil, comune francese situato nel dipartimento della Seine-Saint-Denis nella regione dell’àŽle-de-France, il 14 agosto 1967.

Inizia a giocare a calcio nel settore giovanile dell’Auxerre, insieme a tanti futuri campioni come Basile Boli, Daniel Dutuel, Pascal Vahirua e nientepopodimeno che Eric Cantona. Una “generazione di fenomeni” svezzati sotto la supervisione del santone dell’Auxerre, l’eterno Guy Roux.

Con l’A.J.A rimane la bellezza di nove anni, guadagnandosi, per le tante battaglie sostenute durante la sua lunga militanza all’Abbé-Deschamps, i gradi di capitano, prima di passare insieme a Dutuel, al Marsiglia, dove ritrova l’ex collega di reparto Boli, con il quale và  a comporre la coppia centrale difensiva.

L’avventura marsigliese sembra essere un eccellente trampolino di lancio per il ventiseienne Prunier, oramai maturo per più importanti palcoscenici. La squadra di Tapie, infatti, è reduce da cinque scudetti di fila e parte ancora una volta con i favori del pronostico. Sembra che il copione debba nuovamente ripetersi, ma un’irripetibile annata del Paris Saint-Germain non permette al Marsiglia di portare a casa l’ennesimo titolo nazionale.

L’anno successivo, però, la giustizia sportiva revoca lo scudetto del ’92-‘93 e retrocede l’OM in serie B a causa del coinvolgimento diretto del presidente Bernard Tapie in un affaraccio di corruzione.

Prunier, come molti altri titolari, decide, allora, di fare le valige e andar via. Difficile seguire un pur prestigioso club come il Marsiglia in Ligue 2 quando si è all’apice della carriera. Si accasa così, ancora una volta insieme a Dutuel, al Bordeaux, squadra che, considerati gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni, ambiva a fare il definitivo salto di qualità .

Una stagione e mezzo con “les Girondins” insieme a Lizarazu, Zidane e Dugarry, con i quali vince la prima edizione della Coppa Intertoto nel 1995, prima che un inaspettato colpo di fortuna gli schiude le porte della Premier League. Lo chiama, infatti, Alex Ferguson al Manchester United.

Accadde che una serie impressionante di infortuni ed altri problemi ridusse ai minimi termini una buona parte della difesa dei Red Devils. Steve Bruce, Gary Pallister e David May erano, infatti, tutti fermi ai box, e Ferguson, che era alla ricerca di uno stopper di scuola continentale, decise di ascoltare i consigli di Cantona e dare così un’opportunità  a Prunier, vecchio amico del suo pupillo.

Arriva così all’Old Trafford questo possente difensore centrale, certo un po’ ruvido, ma forte di testa e spietato in marcatura, pronto a giocarsi l’occasione della vita. Dopo un buon esordio contro il modesto Queens Park Rangers, lo United vola a Londra, nella tana del Tottenham. A White Hart Lane il Manchester perde 4-1 e Prunier ne combina di tutti i colori, contribuendo al pesante passivo con il quale i Diavoli Rossi lasciano il campo di gioco.

Fergusson, non volendo ammettere la “Cantonata”, concede a Prunier un’altra occasione, ma è evidente che lo stopper francese risulti un pesce fuor d’acqua a quei livelli. Così, pur avendo avuto l’opportunità  di restare con il Manchester, ambientandosi e giocando, però, con la squadra delle riserve, il buon William, dopo appena due settimane, si chiama fuori dai giochi optando per il trasferimento in Danimarca, all’FC Copenhagen, dove chiude la stagione.

Alain Migliascio, agente del calciatore, si fa portavoce del malcontento di Prunier, dichiarando sfrontatamente: «Il Manchester United avrebbe dovuto darci una risposta definitiva, invece, hanno proposto a William un nuovo periodo di prova. Ma Prunier è un calciatore internazionale, con oltre 350 presenze in prima divisione e 35 partite in Europa, il ragazzo non è più uno stagista!».

In Inghilterra l’acquisto di Prunier è ricordato ancora come uno dei flop più clamorosi nella storia manageriale di Alex Ferguson. Addirittura il Sun qualche anno dopo, scavando nel passato dei Red Devils, se ne uscì con una classifica degli “acquisti da dimenticare” posti in essere da Sir Alex, e in quinta posizione compare proprio Prunier, vero incubo dei tifosi del Manchester, molti dei quali, probabilmente, avranno forzatamente voluto cancellarne il ricordo.

Chiusa la parentesi inglese nel ‘96-’97 torna in Francia, al Montpellier, dove disputa un campionato più che positivo, facendosi notare da alcuni osservatori europei. Così la stagione successiva Prunier si trova per le mani la classica seconda occasione. La chiamata del Napoli sembra essere, infatti, il possibile viatico per rilanciare la sua carriera.

Indubbiamente le ambizioni degli azzurri non sono quelle del Manchester, ma al fascino della serie A difficilmente si può dir di no, soprattutto per uno stagionato trentenne che ha dovuto sbarcare il lunario addirittura in Danimarca!

Prunier arriva a Napoli dopo che i partenopei, battuta la concorrenza del Celta Vigo, versano nelle casse del Montpellier un miliardo tondo tondo delle vecchie lire, facendogli firmare un contratto biennale da 500 milioni.

Alto, pelato, orecchie a sventola, il roccioso transalpino è voluto fortemente da Corrado Ferlaino, con il benestare del team manager Ottavio Bianchi, anche se qualcuno maligna che il massimo dirigente azzurro si sia basato solo ed esclusivamente su alcune videocassette per giudicare la bontà  del difensore francese, dopo aver letto di lui sulle pagine di France Football.

Carico di solido mestiere, anche se un po’ ammaccato, dopo qualche disavventura fisica, al suo arrivo si presenta forte della raccomandazione di Zidane (e come per Cantona se il buon giorno si vede dal mattino…). Gli inizi, però, non sono certo incoraggianti. Alla prima giornata, contro la Lazio all’Olimpico, Prunier rimedia una tremenda gomitata da BokÅ¡i? che lo manda al tappeto facendogli perdere conoscenza per ben 4 minuti. Il brutto incidente lo mette fuori gioco per qualche tempo e al suo rientro Bortolo Mutti non lo considera più una prima scelta, scavalcato nelle gerarchie da Mirko Conte, acquisto last minute degli azzurri, che per giunta fa imbufalire il francese, il quale viene finanche multato dalla società  per non aver certo mandato a dire a Conte stesso ed alla dirigenza, che in squadra di difensori ce n’erano fin troppi.

Dopo una diplomatica correzione di tiro, Prunier accetta la decisione, senza nascondere, però, la sua amarezza. «Io cerco di starmene tranquillo. Aspetto la mia opportunità  per dimostrare che non sono un bluff», a queste prime parole di insofferenza poi aggiunge: «Io sono pronto. D’altra parte, sono venuto qua per giocare e non per scaldare la panchina!».

La difficile sfida contro la Roma di Zeman alla 5^ giornata sembra essere l’occasione perfetta per riscattare lo sfortunato esordio. Sempre all’Olimpico, però, gli azzurri rimediano, un pesantissimo 6-2, con Balbo, diretto avversario di Prunier, che realizza una tripletta facile facile, ridicolizzando il granitico difensore.

Il lunedì seguente i quotidiani sportivi non si risparmiarono nei giudizi, il migliore dei quali però resta questo: “Forte come una quercia, statico come una quercia”, che ben fotografa che tipo di giocatore sia il centrale transalpino.

Prunier avrebbe dovuto essere il perno della difesa degli azzurri, ma evidentemente anche lui inizialmente era esterrefatto di cotanta fiducia riposta nei suoi confronti, tanto è vero che al suo arrivo dichiarò ai giornalisti: «Sono anche io sorpreso. Napoli è un sogno, spero di conquistarmi un posto». Il risultato invece fu diametralmente opposto, bastarono, infatti, solo tre partite a far capire al Napoli e ai suoi tifosi che non era il caso di “fondare” la difesa su questo “pilastro”.

àˆ pur vero che in quella disgraziata stagione gli azzurri chiusero il campionato all’ultimo posto con appena 14 punti, ma non si può certo negare che anche Prunier diede il suo “contributo“ alla retrocessione. E dire che appena arrivato a Napoli non ebbe paura di affermare: «Con i miei gol di testa porterò il Napoli in UEFA».

La sua avventura italiana finisce così con tre sole presenze, e tutte senza ricordi positivi. Prunier riesce ad esprimersi in modo dignitoso solo in patria. Dal 1999 al 2003, infatti, difende stoicamente i colori del Tolosa, anche in Ligue 2, vincendo il campionato di seconda divisione nel 2003 e venendo inserito, al termine della stagione, nella Top 11 della serie cadetta.

Alla veneranda età  di 36 anni Prunier dice basta con il calcio francese e si concede alle sirene degli sceicchi in Qatar, firmando per l’Al Sailiya dove chiude la carriera. Una carriera inesorabilmente segnata da due disastrose partite, grazie alle quali ha ottenuto un curioso “record”: quello di fare flop in due diversi campionati, la Premier League e la nostra serie A.

Chiusa la parentesi sul campo, Prunier studia per diventare allenatore. Il primo incarico è nei quadri tecnici dell’A.S. Cannes, come vice di Stéphane Paille. L’avventura in panchina, però, non dura molto, considerato che dopo l’esonero di Paille, Prunier decide di dare le dimissioni per senso di lealtà  nei confronti dell’amico.

Prunier, che ebbe modo di vestire per una volta finanche la maglia dei Blues (nel ’92, in una sfida persa dai galletti 2-0 contro il Brasile), è rimasto nella storia del calcio italiano come uno dei peggiori stranieri che abbiano mai calcato i nostri campi di gioco. Insomma un Bidone con i fiocchi.



trovato  :suicidio:
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Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #30 il: 24 Luglio, 2010, 16:42:41 pm »
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Offline bart

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Re:William Prunier
« Risposta #31 il: 24 Luglio, 2010, 16:51:13 pm »
il roccioso transalpino è voluto fortemente da Corrado Ferlaino, con il benestare del team manager Ottavio Bianchi
Bagni non c'entrava niente? se non sbaglio fu lui a volere nel Napoli il tizio a cui il tuo nick rende omaggio :maronn:

Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #32 il: 24 Luglio, 2010, 16:54:20 pm »
Bagni non c'entrava niente? se non sbaglio fu lui a volere nel Napoli il tizio a cui il tuo nick rende omaggio :maronn:

bagni arrivò x il mercato di riparazione portando i due slavi (asanovic e stojak)
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Offline Ragionier Cuckoldullo

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Re:William Prunier
« Risposta #33 il: 24 Luglio, 2010, 17:08:24 pm »
Questa è dell'anno dopo :look:

e ho anche questa, comprata qualche tempo fa su ebay :asd:
Uà mentre stiamo in viaggio di nozze ce stann nientemeno 5 partite :maronn:
Potrebbe essere il cambio di marcia definitivo del nostro amato Napoli :sad: :look:

Offline wendell

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Re:William Prunier
« Risposta #34 il: 24 Luglio, 2010, 18:39:11 pm »
Mi sono improvvisamente ricordato anche di Pedros che, se non erro, aveva la moglie bona :look:
ho cercato di capire cosa sei.....terrificante.

guallera

Re:William Prunier
« Risposta #35 il: 24 Luglio, 2010, 18:47:08 pm »
Mi sono improvvisamente ricordato anche di Pedros che, se non erro, aveva la moglie bona :look:
Quello era Bravo, che arrivò al Parmerda insieme a lui nell'estate del '96. La moglie di Bravo era un chiavatone esibizionista assurdo, andava sempre con mezza pucchiacca da fuori a Quelli che il calcio e monopolizzava la puntata...

Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #36 il: 24 Luglio, 2010, 18:47:42 pm »
Mi sono improvvisamente ricordato anche di Pedros che, se non erro, aveva la moglie bona :look:

secondo me ti confondi con la moglie di DANIEL BRAVO...che giocava insieme a pedros a parma.
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Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #37 il: 24 Luglio, 2010, 18:48:29 pm »
Quello era Bravo, che arrivò al Parmerda insieme a lui nell'estate del '96. La moglie di Bravo era un chiavatone esibizionista assurdo, andava sempre con mezza pucchiacca da fuori a Quelli che il calcio e monopolizzava la puntata...

 :lsd:
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Offline mv80

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Re:William Prunier
« Risposta #38 il: 26 Luglio, 2010, 07:52:52 am »
La moglie bona ce l'aveva Bravo...la gialappas sfotteva pedros per le occhiaie importanti...dicevano che si abboffava di seghe.

Prunier, se non sbaglio, dopo Napoli azzeccò qualche campionato dignitoso in scozia, con gli hearts of midlothian.

Al piscione, che chiedeva se c'entrasse qualcosa bagni, ricordo un'intervista a bagni...di prunier diceva:"non è il massimo ma per 1miliardo c'è poco di meglio sul mercato". :boh:

Quella stagione fu drammatica. Pure mirko conte, che a piacenza aveva cmq dimostrato di essere un onesto e affidabile mestierante, naufragò nel disastro generale...

Ah, come dimenticare il tanto amato Massimiliano Allegri :sisi:
Secondo dati Opta, David Lopez ha avuto ben il 90% di Pass Success, su ben 81 Touches. E' un rapporto molto buono

Offline asanovic

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Re:William Prunier
« Risposta #39 il: 26 Luglio, 2010, 13:05:09 pm »
La moglie bona ce l'aveva Bravo...la gialappas sfotteva pedros per le occhiaie importanti...dicevano che si abboffava di seghe.

Prunier, se non sbaglio, dopo Napoli azzeccò qualche campionato dignitoso in scozia, con gli hearts of midlothian.

Al piscione, che chiedeva se c'entrasse qualcosa bagni, ricordo un'intervista a bagni...di prunier diceva:"non è il massimo ma per 1miliardo c'è poco di meglio sul mercato". :boh:

Quella stagione fu drammatica. Pure mirko conte, che a piacenza aveva cmq dimostrato di essere un onesto e affidabile mestierante, naufragò nel disastro generale...

Ah, come dimenticare il tanto amato Massimiliano Allegri :sisi:

la squadra di inizio campionato (compreso l'acquisto di prunier) la fece pavarese. bagni mi sembra che arrivò con galeone...
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