Autore Topic: Maglie Napoli 2013/2014  (Letto 68382 volte)

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Offline Massimo Mauro

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #40 il: 02 Luglio, 2013, 16:05:47 pm »
Riguardo la forgionata non mi esprimo neanche, perchè sarebbe qualcosa di altamente vergognoso e ridicolo, addirittura peggio del "30 sul campo" delle merde.
Adda venì Baffone!

Offline djcarmine

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #41 il: 02 Luglio, 2013, 16:12:46 pm »
Ma per favore, forgione e' un chiagnazzaro permaluso rappresenta proprio la napoli che IO non voglio essere.
Il sud sovrano e indipendente ? la lega tutt o cuntrario ? Ma aggiatec pacienz che gia' comm italia stamm abbastanz nguaiat.
Carmenie' se ci dobbiamo affidare ai forgione per sperare in un po' di coscienza di classe, dopo che non ci sono riusciti gente veramente capace stamm buon nguaiat

marcè ma per caso o test' nun le lett o nun me sentut buon? (cit.)  io parlo di ciò che è, o almeno di come lo vedo, non di ciò che penso. manco io voglio essere rapprensentato da forgione, ma da buon esperto di informatica sai che la comunicazione è possibile quando è applicabile una codifica nota a entrambi gli interlocutori. il bidè è la codifica per veicolare un informazione che, da qualcuno, non potrebbe essere appresa altrimenti  :boh:
« Ultima modifica: 02 Luglio, 2013, 16:16:38 pm da djcarmine »
ed io mi sentii in quel momento come una prostituta sverginata dai suoi aguzzini

C. Pazzo 
Noi vinciamo in quanto esistiamo. Vinciamo quando siamo in 60.000 per Napoli-Cittadella e quando ci ricordiamo di Esteban Lopez o di Picchio Varricchio. Vinciamo odiando le strisciate e vivendo in funzione di questa maglia. Vinciamo andando con un paio di amici allo stadio e non guardando la partita in casa da soli in un salotto di Reggio Calabria. Vinciamo quando siamo migliaia ad ogni trasferta, vinciamo quando uno juventino nella nostra città viene additato come essere anormale e malato di scabbia

falceEmarcello

Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #42 il: 02 Luglio, 2013, 16:24:03 pm »
marcè ma per caso o test' nun le lett o nun me sentut buon? (cit.)

prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr (controcit.)

ma non è tanto il fatto di ammirare i borboni (che comunque, non è che siano tutta questa latrina come li fai tu)

e qua gia' hai sbagliat

io confido nei forgioni di tutto il regno che col loro linguaggio a zupp e fasul' e la loro ricerca storica e' mille lire (anzi mille lire no, sta a cap e chill chiavec e garibaldi)  possano entrare nella coscienza degli strati piu bassi della popolazione e porre le basi per una futura presa di coscieza con conseguente reazione, la quale poi non dovrà per forza voler dire guerra, rivoluzioni e secessioni ormai inutili: mi -e ci- basterà veder la gente votare i politici per i loro programmi e non per la promessa e' 'na bust e muzzarell'

E ci vuole forgione per fare prendere coscienza di classe alle persone ?
Uno al quale ho sentito dire che i sabbaudi hanno sabotato napoli costruendo santa lucia e la caracciolo e togliendo posto ad una bellissima spiaggia ??
Hai mai visto un metropoli europea con la spiaggia ? c'amma fa' rio de janeiro ? inguaiati su quella strada gia' ci siamo ce manc sul a spiaggia. Che poi del litorale da licola a mundraone che e' un cesso a cielo aperto a colp pur e do piemontes ?, e' colpa dei piemontesi se a napoli non ti puoi aprire nemmeno un bancariello di callo di trippa senza che qualcuno ti viene a bussare ?
Stiamo ancora pensando al pre unita' di Italia, siamo daccordo siamo stato depredati trattatasi di guerra chi vince depreda chi perde. Che poi se i borboni eran tutt sta putenz so facevan mettern ngul a garibaldi e ati 1000 frat ro cazz co giubbin russ ??
E poi basta, stamm parlann e 200 anni fa', la germania e' uscita con le ossa rotte da una guerra mondiale e si e' saputa rialzare ed oggi e' una superpotenza.
Piangersi addosso e sentirsi meglio degli altri perche' nuje sapimm campa', e' questo il reale problema.
Forgionidi e soci non fanno altro che questo modo di pensare sia giustificato, come se il fatto di avere avuto in bidet nel palazzo reale giustifica che nun se po' mettere o piatt a tavola e che o napulitan camp e trastole.

io parlo di ciò che è, o almeno di come lo vedo, non di ciò che penso. manco io voglio essere rapprensentato da forgione, ma da buon esperto di informatica sai che la comunicazione è possibile quando è applicabile una codifica nota a entrambi gli interlocutori. il bidè è la codifica per veicolare un informazione che, da qualcuno, non potrebbe essere appresa altrimenti  :boh:
E questa e' un'altra cosa di cui non sono assolutamente daccordo, abbassare il livello della discussione per arrivare a farsi coprendere non e' la strada giusta, l'ideale sarebbe alzare il livello di comprensione dell'interlocutore piu' "ottuso" per portarlo a ragionare sui temi reali in termini reali.
Non e' che per farmi capire dalla gente gli devo fare il video su Gullo o ciccio valenti che sfruculeano su napoli io di frogione gullo e cicciovalenti me ne sbatto i coglioni

« Ultima modifica: 02 Luglio, 2013, 16:27:22 pm da F&Marcello »

Offline Snow

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #43 il: 02 Luglio, 2013, 16:53:20 pm »
prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr (controcit.)

e qua gia' hai sbagliat

E ci vuole forgione per fare prendere coscienza di classe alle persone ?
Uno al quale ho sentito dire che i sabbaudi hanno sabotato napoli costruendo santa lucia e la caracciolo e togliendo posto ad una bellissima spiaggia ??
Hai mai visto un metropoli europea con la spiaggia ? c'amma fa' rio de janeiro ? inguaiati su quella strada gia' ci siamo ce manc sul a spiaggia. Che poi del litorale da licola a mundraone che e' un cesso a cielo aperto a colp pur e do piemontes ?, e' colpa dei piemontesi se a napoli non ti puoi aprire nemmeno un bancariello di callo di trippa senza che qualcuno ti viene a bussare ?
Stiamo ancora pensando al pre unita' di Italia, siamo daccordo siamo stato depredati trattatasi di guerra chi vince depreda chi perde. Che poi se i borboni eran tutt sta putenz so facevan mettern ngul a garibaldi e ati 1000 frat ro cazz co giubbin russ ??
E poi basta, stamm parlann e 200 anni fa', la germania e' uscita con le ossa rotte da una guerra mondiale e si e' saputa rialzare ed oggi e' una superpotenza.
Piangersi addosso e sentirsi meglio degli altri perche' nuje sapimm campa', e' questo il reale problema.
Forgionidi e soci non fanno altro che questo modo di pensare sia giustificato, come se il fatto di avere avuto in bidet nel palazzo reale giustifica che nun se po' mettere o piatt a tavola e che o napulitan camp e trastole.
E questa e' un'altra cosa di cui non sono assolutamente daccordo, abbassare il livello della discussione per arrivare a farsi coprendere non e' la strada giusta, l'ideale sarebbe alzare il livello di comprensione dell'interlocutore piu' "ottuso" per portarlo a ragionare sui temi reali in termini reali.
Non e' che per farmi capire dalla gente gli devo fare il video su Gullo o ciccio valenti che sfruculeano su napoli io di frogione gullo e cicciovalenti me ne sbatto i coglioni



Quotone proprio. Io credo molto nei napoletano ed amo la mia città  in modo viscerale. Mi si storce il fegato quando parlo con qualcuno "del nord " o quando siamo soggetti alle solite discriminazioni. Ma la verità è che è il Napoletano agendo in modo diverso può dimostrare a tutti di che pasta e fatto ma non è un qualcosa di acquisito storicamente altrimenti hanno ragione i romani. Sono loro i re del mondo. E qui ti cito ancora ;

prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr (controcit.)


Offline Neapolis84

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #44 il: 02 Luglio, 2013, 16:54:04 pm »
Ma poi che cazzo ci sarebbe da essere fieri di quei fetentissimi borboni questo non si e' capito
Over parlamm ro bidet e da ferrovia ? embe' qual'e' o problema ?
Il problema se vogliamo dirla tutta e di essere passato da dei fetenti che parlavano spagnolo a dei fetenti che parlvano francese e che in questo passaggio, avendo i "potentissimi" borboni abbuscato la guerra, i senzabidet s'ann purtat tutt o bbuon e c'hann lascit tutt o malamente.
Cioe' ricondurre tutta la storia a un semplice eh pero' con i borboni eravamo una superpotenza mi sembra proprio un ragionamento a carnacuttaro 
perdonami, ma questo è l'esatto esempio di quello che dicevo prima. Si parla di Borbone (Borbone...non borboni, accuminciamm dal principio proprio), del Regno delle 2 Sicilie e vuje parlat ro bidet o da ferrovia. C'è altro, tutt'altro. Oggi sei quello che sei per quello che è avvenuto 152 anni fa, ce sta poc a fa. Al di là di bidet, ferrovie e chell c vuò, il fenomeno emigrazione è nato lì. Ma, cosa più importante, la cara e vecchia camorra, la simpatica mafia, fino a quel momento, erano dei "movimenti" idioti che non comandavano un cazzo, senza dimenticare le chiusure delle scuole per anni e anni, i saccheggi e le industrie strappate alla nostra terra.

Lo ripeto, io non parlo di secessione e di Sud libero e indipendente, ma conoscere la storia, i valori, quello che è successo, sarebbe fondamentale. Qua 'e creatur nascono sapendo che la loro vita è segnata, che in questa zona d'Italia facimm schif perchè è sempre stato così e meno male che garibaldo c'ha salvat altrimenti stavamo pure peggio.


E facitem 'o piacer, quando si parla di Borbone, Regno delle 2 Sicilie e di tutto quello che riguarda quel periodo storico, levatevi dalla testa Forgione. Per piacere.

Offline Corrado Rubaino

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #45 il: 02 Luglio, 2013, 16:57:05 pm »
Guagliu', ma chi se ne fotte dei neo-borbonici? Solo mi farebbe piacere ci si accostasse alla "questione" attraverso dinamiche "post-colonial" e non "colonial" e non solo. Ad esempio.  La storia dell'industrializzazione al sud non può essere letta fuori dalla dinamica dell'unità d'Italia. Senza la consapevolezza che ci fu una scelta scientifica, inequivocabile, di ostacolare e chiudere le industrie delle ex Due Sicile, i suoi cantieri navali, le sue fonderie. Quando dici a qualcuno che il complesso siderurgico più grande della penisola preunitaria era a Mongiana, in Calabria, ti guardano come se fossi appena sceso dall'alta velocità Marte-Terra. Che poi, è più o meno la stessa faccia che ho fatto io quando l'ho scoperto.

La stessa faccia che ho fatto, apprendendo che dopo la battaglia di Lissa (1866), nella quale andò quasi completamente distrutta la flotta navale italiana, si scelse come sede del nuovo polo cantieristico nazionale La Spezia e non Napoli e Castellammare, che avevano ben altra perizia e tradizione. La Spezia in pochi anni passò da 25mila a 100mila abitanti. Il sud resistette ancora qualche anno e poi non ebbe altra scelta che alimentare una delle più grandi migrazioni che la storia ricordi.

Ma anche lo stesso stupore di fronte alla scoperta che nel 1860 l'opificio di Pietrarsa, che contava 1050 fra operai e impiegati, costruiva le locomotive che venivano vendute agli stessi Savoia. Appena tre anni dopo, e a due dall'unità d'Italia, la forza lavoro si era dimezzata. Il 6 agosto del 1863 gli operai, esasperati dànno vita a una veemente protesta. Per tutta risposta, convergono sul posto la Guardia Nazionale Italiana, i Bersaglieri e i Carabinieri, che aprono il fuoco uccidendo quattro operai.

Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri, sono i primi quattro martiri operai della storia d'Italia. Non semplicemente concittadini napoletani, carne della nostra carne, ma anche fratelli di quell'internazionalismo proletario al quale abbiamo eretto monumenti in ogni angolo del mondo. A loro non abbiamo dedicato nemmeno una targa. Solo l'oblio e l'irriconoscenza.

Quando si parla del gap del sud rispetto al nord, è luogo comune considerarlo già esistente nel 1860. Invece, l'Italia al tempo dell'unificazione, ma è più giusto e storicamente corretto chiamarla annessione, era un paese sostanzialmente deindustrializzato, con poche aree sviluppate, che in maggioranza erano nelle Due Sicilie e non al nord. Il vero sviluppo industriale arriva dopo, grazie all'imponente mole, non antonelliana, ma di denaro delle ex Due Sicilie. Guagliu', 'e nn'arricciate' 'o nasill', non posso che consigliarvi la lettura del XXIV capitolo del Capitale di Marx, quello sull'accumulazione originaria che è la conditio sine qua non del capitalismo industriale. Del resto è lo stesso Marx a scrivere che la violenza è una forza immediatamente economica.

Perciò, la sinistra meridionale farebbe bene a liberarsi dei miti risorgimentali. Non gli ideali di giustizia e fratellanza, che resteranno comunque, qualsiasi cosa accada, le stelle polari della nostra etica e della nostra politica ( :compagni:). Ma di quella fetentissima analisi eterodiretta, che arriva da altri luoghi ed è destinata a protrarre il nostro stato di subalternità, perché non riconosce il nocciolo della questione, ovvero che il sottosviluppo forzato del sud è stato in 151 anni immediatamente funzionale allo sviluppo del nord. Imparare a scindere le chincaglierie neo-borb dal pensiero meridionalista (o è troppo sia per i rafanielli che per i progressisti vecchio stampo?)

La sinistra meridionale, se vuole ripartire, deve smetterla di tacciare di "borbonismo" e leghismo, ogni tentativo di leggere la fase, che prova a comprendere la dinamica contraddittoria fra globalizzazione e tendenziale dissoluzione degli Stati-nazione. Siamo internazionalisti e non ci piacciono i confini, però dentro dei confini ci viviamo, e utopia per utopia, io penso sia venuto il momento di smetterla di inseguire proposte politiche che non hanno cuore, braccia, gambe e cervello, ben radicati nei nostri territori...

Ciò detto:
Spoiler

falceEmarcello

Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #46 il: 02 Luglio, 2013, 17:06:29 pm »
perdonami, ma questo è l'esatto esempio di quello che dicevo prima. Si parla di Borbone (Borbone...non borboni, accuminciamm dal principio proprio), del Regno delle 2 Sicilie e vuje parlat ro bidet o da ferrovia. C'è altro, tutt'altro. Oggi sei quello che sei per quello che è avvenuto 152 anni fa, ce sta poc a fa. Al di là di bidet, ferrovie e chell c vuò, il fenomeno emigrazione è nato lì. Ma, cosa più importante, la cara e vecchia camorra, la simpatica mafia, fino a quel momento, erano dei "movimenti" idioti che non comandavano un cazzo, senza dimenticare le chiusure delle scuole per anni e anni, i saccheggi e le industrie strappate alla nostra terra.

Lo ripeto, io non parlo di secessione e di Sud libero e indipendente, ma conoscere la storia, i valori, quello che è successo, sarebbe fondamentale. Qua 'e creatur nascono sapendo che la loro vita è segnata, che in questa zona d'Italia facimm schif perchè è sempre stato così e meno male che garibaldo c'ha salvat altrimenti stavamo pure peggio.


E facitem 'o piacer, quando si parla di Borbone, Regno delle 2 Sicilie e di tutto quello che riguarda quel periodo storico, levatevi dalla testa Forgione. Per piacere.

I borbonE eran na maniat e chiavec e merd, come tutti i regimi totalitaristi ne piu' ne meno.
Non a caso garibaldi e' sceso con 1000 ed e' salito con un esercito reclutando per la via tutti gli scontenti (non poteva essere altrimenti) di una dittatura tanto illuminata dal profilo evolutivo e scientifico quanto crudele e spietata nei confronti del popolo sopratutto di quella parte del popolo che non era vicino ai reali.
Il fatto poi che abbiamo scartato fruscio e pigliato primiera passando dai fetenti con accento spagnolo ai fetenti con accento francese non  toglie e non mette

Offline Jena Plissken

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #47 il: 02 Luglio, 2013, 17:07:39 pm »
Ind a tutt stu burdell, e maglie addò stanno? :look:

Offline Genny Fenny

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R: Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #48 il: 02 Luglio, 2013, 17:12:05 pm »
Senza tirarla per le lunghe penso anche io che il logo monarchico sia umiliante e ridicolo.
Poi ognuno si fa le letture che vuole e matura le proprie convinzioni.

Spero nel colletto a polo e in un tessuto anatomico che valorizzi la panza di Calaiò come merita.

falceEmarcello

Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #49 il: 02 Luglio, 2013, 17:12:56 pm »
Guagliu', ma chi se ne fotte dei neo-borbonici? Solo mi farebbe piacere ci si accostasse alla "questione" attraverso dinamiche "post-colonial" e non "colonial" e non solo. Ad esempio.  La storia dell'industrializzazione al sud non può essere letta fuori dalla dinamica dell'unità d'Italia. Senza la consapevolezza che ci fu una scelta scientifica, inequivocabile, di ostacolare e chiudere le industrie delle ex Due Sicile, i suoi cantieri navali, le sue fonderie. Quando dici a qualcuno che il complesso siderurgico più grande della penisola preunitaria era a Mongiana, in Calabria, ti guardano come se fossi appena sceso dall'alta velocità Marte-Terra. Che poi, è più o meno la stessa faccia che ho fatto io quando l'ho scoperto.

La stessa faccia che ho fatto, apprendendo che dopo la battaglia di Lissa (1866), nella quale andò quasi completamente distrutta la flotta navale italiana, si scelse come sede del nuovo polo cantieristico nazionale La Spezia e non Napoli e Castellammare, che avevano ben altra perizia e tradizione. La Spezia in pochi anni passò da 25mila a 100mila abitanti. Il sud resistette ancora qualche anno e poi non ebbe altra scelta che alimentare una delle più grandi migrazioni che la storia ricordi.

Ma anche lo stesso stupore di fronte alla scoperta che nel 1860 l'opificio di Pietrarsa, che contava 1050 fra operai e impiegati, costruiva le locomotive che venivano vendute agli stessi Savoia. Appena tre anni dopo, e a due dall'unità d'Italia, la forza lavoro si era dimezzata. Il 6 agosto del 1863 gli operai, esasperati dànno vita a una veemente protesta. Per tutta risposta, convergono sul posto la Guardia Nazionale Italiana, i Bersaglieri e i Carabinieri, che aprono il fuoco uccidendo quattro operai.

Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri, sono i primi quattro martiri operai della storia d'Italia. Non semplicemente concittadini napoletani, carne della nostra carne, ma anche fratelli di quell'internazionalismo proletario al quale abbiamo eretto monumenti in ogni angolo del mondo. A loro non abbiamo dedicato nemmeno una targa. Solo l'oblio e l'irriconoscenza.

Quando si parla del gap del sud rispetto al nord, è luogo comune considerarlo già esistente nel 1860. Invece, l'Italia al tempo dell'unificazione, ma è più giusto e storicamente corretto chiamarla annessione, era un paese sostanzialmente deindustrializzato, con poche aree sviluppate, che in maggioranza erano nelle Due Sicilie e non al nord. Il vero sviluppo industriale arriva dopo, grazie all'imponente mole, non antonelliana, ma di denaro delle ex Due Sicilie. Guagliu', 'e nn'arricciate' 'o nasill', non posso che consigliarvi la lettura del XXIV capitolo del Capitale di Marx, quello sull'accumulazione originaria che è la conditio sine qua non del capitalismo industriale. Del resto è lo stesso Marx a scrivere che la violenza è una forza immediatamente economica.

Perciò, la sinistra meridionale farebbe bene a liberarsi dei miti risorgimentali. Non gli ideali di giustizia e fratellanza, che resteranno comunque, qualsiasi cosa accada, le stelle polari della nostra etica e della nostra politica ( :compagni:). Ma di quella fetentissima analisi eterodiretta, che arriva da altri luoghi ed è destinata a protrarre il nostro stato di subalternità, perché non riconosce il nocciolo della questione, ovvero che il sottosviluppo forzato del sud è stato in 151 anni immediatamente funzionale allo sviluppo del nord. Imparare a scindere le chincaglierie neo-borb dal pensiero meridionalista (o è troppo sia per i rafanielli che per i progressisti vecchio stampo?)

La sinistra meridionale, se vuole ripartire, deve smetterla di tacciare di "borbonismo" e leghismo, ogni tentativo di leggere la fase, che prova a comprendere la dinamica contraddittoria fra globalizzazione e tendenziale dissoluzione degli Stati-nazione. Siamo internazionalisti e non ci piacciono i confini, però dentro dei confini ci viviamo, e utopia per utopia, io penso sia venuto il momento di smetterla di inseguire proposte politiche che non hanno cuore, braccia, gambe e cervello, ben radicati nei nostri territori...

Ciò detto:
Spoiler


ah ecco bravo finalmente, il pensiero meridionalista ha una sua valenza che pero' resta puramente storica non se ne puo' e non se deve assolutamente fare una leva per orientare o polarizzare l'ATTUALITA'

Sono daccordo con te che devo conoscere e valorizzare la mia storia e ancora di piu' che devo analizzare la situazione del mezzogiorno con lucido e razionale spirito critico non abboccando alla retorica che tu hai ben definito eterodiretta.
Ma vedi, il fatto di avere subito un torto e di essere stati sempre male interpretati e male trattati deve essere lo spunto per trovare unita' di intenti e spirito di lotta e non di croggiularsi sul passato perche', che ve ne siati accorti o no, il mondo e' cambiato e non parlo solo di sud e nord di italia ma proprio del mondo come concetto.


P.s.
A magliett e' uerr

Offline peppe9

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #50 il: 02 Luglio, 2013, 17:13:09 pm »
Ci avete ucciso voi e sti neo borbonici :sisi:


AyeyeBrazov

Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #51 il: 02 Luglio, 2013, 17:22:00 pm »
Ci avete ucciso voi e sti neo borbonici :sisi:
sta di fatto che nn siamo ot, a quanto pare per molta gente l'aspettativa sulle nuove magliette coincide proprio con qualche elemento distintivo dell'orgoglio duo siciliano. Magari il faccione ritoccato di Forchione al posto dello stemma :sbav:

Offline djcarmine

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #52 il: 02 Luglio, 2013, 17:49:28 pm »
prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr (controcit.)

e qua gia' hai sbagliat

E ci vuole forgione per fare prendere coscienza di classe alle persone ?
Uno al quale ho sentito dire che i sabbaudi hanno sabotato napoli costruendo santa lucia e la caracciolo e togliendo posto ad una bellissima spiaggia ??
Hai mai visto un metropoli europea con la spiaggia ? c'amma fa' rio de janeiro ? inguaiati su quella strada gia' ci siamo ce manc sul a spiaggia. Che poi del litorale da licola a mundraone che e' un cesso a cielo aperto a colp pur e do piemontes ?, e' colpa dei piemontesi se a napoli non ti puoi aprire nemmeno un bancariello di callo di trippa senza che qualcuno ti viene a bussare ?
Stiamo ancora pensando al pre unita' di Italia, siamo daccordo siamo stato depredati trattatasi di guerra chi vince depreda chi perde. Che poi se i borboni eran tutt sta putenz so facevan mettern ngul a garibaldi e ati 1000 frat ro cazz co giubbin russ ??
E poi basta, stamm parlann e 200 anni fa', la germania e' uscita con le ossa rotte da una guerra mondiale e si e' saputa rialzare ed oggi e' una superpotenza.
Piangersi addosso e sentirsi meglio degli altri perche' nuje sapimm campa', e' questo il reale problema.
Forgionidi e soci non fanno altro che questo modo di pensare sia giustificato, come se il fatto di avere avuto in bidet nel palazzo reale giustifica che nun se po' mettere o piatt a tavola e che o napulitan camp e trastole.
E questa e' un'altra cosa di cui non sono assolutamente daccordo, abbassare il livello della discussione per arrivare a farsi coprendere non e' la strada giusta, l'ideale sarebbe alzare il livello di comprensione dell'interlocutore piu' "ottuso" per portarlo a ragionare sui temi reali in termini reali.
Non e' che per farmi capire dalla gente gli devo fare il video su Gullo o ciccio valenti che sfruculeano su napoli io di frogione gullo e cicciovalenti me ne sbatto i coglioni

vabbè o'zi, che ti posso dire?ci sarebbe da fare una discussione seria, lunga e articolata per rispondere alle tue tesi,una discussione nella quale le magliette del napoli non ci entrano nemmeno per sbaglio, una discussione forse -per certi versi- anche un po inutile visto che, sebbene possiamo condividere gli stessi fini e sogni affini, partiamo da due punti di vista dell'attualità differenti. voglio solo chiosare ricordando che il nostro futuro è figlio del nostro passato e che la storia si insegna e si studia perchè è esperienza collettiva della nostra specie, e dalla capacità di manipolarla, riscriverla e poi divulgarla giunge un grande potere

concludo con un pensiero che mette d'accordo tutti:  speriamo a gesù bambino che il pappone, in una capata storta, non faccia schiaffare quella patacca delle due sicilie che è il simbolo reale piu trash della storia ed è sicuramente opera di qualche studio di design di cuozzi fravulesi antenati del nostro F.Verità
« Ultima modifica: 02 Luglio, 2013, 17:51:19 pm da djcarmine »
ed io mi sentii in quel momento come una prostituta sverginata dai suoi aguzzini

C. Pazzo 
Noi vinciamo in quanto esistiamo. Vinciamo quando siamo in 60.000 per Napoli-Cittadella e quando ci ricordiamo di Esteban Lopez o di Picchio Varricchio. Vinciamo odiando le strisciate e vivendo in funzione di questa maglia. Vinciamo andando con un paio di amici allo stadio e non guardando la partita in casa da soli in un salotto di Reggio Calabria. Vinciamo quando siamo migliaia ad ogni trasferta, vinciamo quando uno juventino nella nostra città viene additato come essere anormale e malato di scabbia

Online Vino a Tavola

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #53 il: 02 Luglio, 2013, 17:52:32 pm »
I borbonE eran na maniat e chiavec e merd, come tutti i regimi totalitaristi ne piu' ne meno.
Non a caso garibaldi e' sceso con 1000 ed e' salito con un esercito reclutando per la via tutti gli scontenti (non poteva essere altrimenti) di una dittatura tanto illuminata dal profilo evolutivo e scientifico quanto crudele e spietata nei confronti del popolo sopratutto di quella parte del popolo che non era vicino ai reali.
Il fatto poi che abbiamo scartato fruscio e pigliato primiera passando dai fetenti con accento spagnolo ai fetenti con accento francese non  toglie e non mette
bè ogni regnante ha fatto storia a sè... ferdinando II (re bomba) fu una grandissima chiavica, il figlio francischiello che ebbe giusto il tempo di andarsene a gaeta fu già più dignitoso; il capostipite Carlo*, padre del controverso ferdinando I, fu invece assai assai illuminato  :sisi:

*che parlava austriaco, non spagnolo

comunque corrado rubaino ha vinto :compagni: senza neanche mettere in mezzo la pulizia etnica e la soppressione delle scuole per alcuni decenni

Detto ciò, Zio marcello, la storia è cultura, la cultura è sempre un arma di difesa delle masse, quindi se un simboletto ridicolo quanto vogliamo può stimolare anche un solo cristiano a leggersi qualcosa, per me è positivo ;)

falceEmarcello

Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #54 il: 02 Luglio, 2013, 17:53:51 pm »
vabbè o'zi, che ti posso dire?ci sarebbe da fare una discussione seria, lunga e articolata per rispondere alle tue tesi,una discussione nella quale le magliette del napoli non ci entrano nemmeno per sbaglio, una discussione forse -per certi versi- anche un po inutile visto che, sebbene possiamo condividere gli stessi fini e sogni affini, partiamo da due punti di vista dell'attualità differenti. voglio solo chiosare ricordando che il nostro futuro è figlio del nostro passato e che la storia si insegna e si studia perchè è esperienza collettiva della nostra specie, e dalla capacità di manipolarla, riscriverla e poi divulgarla giunge un grande potere

concludo con un pensiero che mette d'accordo tutti:  speriamo a gesù bambino che il pappone, in una capata storta, non faccia schiaffare quella patacca delle due sicilie che è il simbolo reale piu trash della storia ed è sicuramente opera di qualche studio di design di cuozzi fravulesi antenati del nostro F.Verità

Mi vuoi parlare a me dell'importanza della storia che aggio chiammat a figliem Diego ? :look:
Certo che e' importante ma nella misura in cui la si studia per evitare gli errori fatti in passato non come modello per le cose da fare in futuro altrimenti facimm a fine re fascist e invece di andare avanti jamm aret  :sisi:

falceEmarcello

Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #55 il: 02 Luglio, 2013, 17:55:38 pm »
bè ogni regnante ha fatto storia a sè... ferdinando II (re bomba) fu una grandissima chiavica, il figlio francischiello che ebbe giusto il tempo di andarsene a gaeta fu già più dignitoso; il capostipite Carlo*, padre del controverso ferdinando I, fu invece assai assai illuminato  :sisi:

*che parlava austriaco, non spagnolo

comunque corrado rubaino ha vinto :compagni: senza neanche mettere in mezzo la pulizia etnica e la soppressione delle scuole per alcuni decenni

Detto ciò, Zio marcello, la storia è cultura, la cultura è sempre un arma di difesa delle masse, quindi se un simboletto ridicolo quanto vogliamo può stimolare anche un solo cristiano a leggersi qualcosa, per me è positivo ;)

Diglielo a mussolini e ai suoi fasci littori  e le menate sull' impero :sisi:
« Ultima modifica: 02 Luglio, 2013, 17:58:42 pm da F&Marcello »

Offline Bruce Wayne

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #56 il: 02 Luglio, 2013, 18:00:49 pm »
Ind a tutt stu burdell, e maglie addò stanno? :look:
Ho postato io un cuofano di foto e nessuno mi ha cacato  :nono:
 

Offline djcarmine

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #57 il: 02 Luglio, 2013, 18:02:01 pm »
Mi vuoi parlare a me dell'importanza della storia che aggio chiammat a figliem Diego ? :look:
Certo che e' importante ma nella misura in cui la si studia per evitare gli errori fatti in passato non come modello per le cose da fare in futuro altrimenti facimm a fine re fascist e invece di andare avanti jamm aret  :sisi:

guarda che ti chiavi tu la zappa sui piedi così  :asd:

comunque, visto che la mia posizione sul nostro amico schiavo di photoshop può generare equivoci, fa cunt che non ho detto niente  :look:
ed io mi sentii in quel momento come una prostituta sverginata dai suoi aguzzini

C. Pazzo 
Noi vinciamo in quanto esistiamo. Vinciamo quando siamo in 60.000 per Napoli-Cittadella e quando ci ricordiamo di Esteban Lopez o di Picchio Varricchio. Vinciamo odiando le strisciate e vivendo in funzione di questa maglia. Vinciamo andando con un paio di amici allo stadio e non guardando la partita in casa da soli in un salotto di Reggio Calabria. Vinciamo quando siamo migliaia ad ogni trasferta, vinciamo quando uno juventino nella nostra città viene additato come essere anormale e malato di scabbia

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Re:Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #58 il: 02 Luglio, 2013, 18:08:26 pm »
Diglielo a mussolini e ai suoi fasci littori  e le menate sull' impero :sisi:
il regime ha fatto un certo uso dei simboli; qui ne stiamo parlando in tutt'altra ottica, e so che mi hai capito

falceEmarcello

Maglie Napoli 2013/2014
« Risposta #59 il: 02 Luglio, 2013, 18:16:16 pm »
il regime ha fatto un certo uso dei simboli; qui ne stiamo parlando in tutt'altra ottica, e so che mi hai capito

Diego io ho capito e pure tu hai capito, il simbolo neo borbonico e' una fetenzia ed il meridionalismo puo' essere un arma a doppio taglio che puo' portare ad una presa di coscienza identitaria per  soggetti culturalmente piu critici ed evoluti cosi come a un movimento pecoreccio e aculturale come e' stato per la lega nord per il popolo o le classi meno scolarizzate.

Tralatro, e poi finiamo, posto che la storia e' e resta magistra vitae va registrato che negli ultimi anni la societa' si evolve in tempi esponenziali e parlare ad oggi del 1800 equivale a parlare dell' impero romano nel 1920