Autore Topic: Napoli, la nostra città  (Letto 72934 volte)  Share 

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Online Capetiellejon

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1640 il: 25 Gennaio, 2018, 18:21:28 pm »
Vabbuò dai lo sai che è vero...
Le scimmie bonobo, per esempio, pare risolvano i conflitti del branco praticando sesso. Inoltre, in questa particolare specie di primate è molto diffuso il sesso lesbico e quello tra maschi, oltre a quello finalizzato alla procreazione.

Ecco perché mi contraddici. Zozzah! <3

Offline TOTORE-RASTAMAN

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1641 il: 26 Gennaio, 2018, 18:50:33 pm »
Mio nonno diceva sempre: quando prendi il treno mettiti nella carrozza centrale che è la più sicura, a meno che i binari non siano disallineati.
Quando deraglia la carrozza centrale, che è quello che è successo ieri, significa che i binari hanno perso l'allineamento perché una delle traversine non è ben imbullonata.

PS Mio nonno era un operaio delle FS e il suo lavoro era farsi tutti i giorni i binari avanti e indietro controllando che tutto fosse perfettamente a posto.
W il liberismo e le automazioni...

Offline FistingTopo

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1642 il: 12 Marzo, 2018, 21:19:06 pm »
Ho sempre considerato De Magistris un gran chiacchierone, ma sostanzialmente ha ereditato una situazione proprio di merda. Poco fa ha scritto uno sfogo che fa veramente molto pensare.


“Sono troppo indignato in questi giorni. Non riesco a trovare pace per questa ulteriore ingiustizia che si è abbattuta come una pietra istituzionale sulla nostra Città. Ho ereditato sette anni fa una città sostanzialmente in dissesto: senza soldi, sommersa da debiti, invasa dai rifiuti, profondamente depressa, travolta dalla questione morale e dall’intreccio tra affari, politica e camorra. Ci siamo caricati una croce quasi impossibile da sopportare. Tra le infinite cose che abbiamo dovuto affrontare abbiamo lavorato tantissimo sulla finanza locale, sui conti, sui bilanci. Più superavamo ostacoli e più ce li mettevano. Come un video gioco istituzionale crudele. Per far male a noi, alla città, ai suoi abitanti. Per farci andare in dissesto, senza avere il coraggio di ammetterlo. Hanno cambiato leggi mutando le carte in tavola, hanno tagliato trasferimenti, messo gabbie normative e finanziarie, ci hanno impedito di assumere, di investire, di amministrare. Non abbiamo mai mollato, perché amiamo Napoli e sappiamo di essere dalla parte della Giustizia e della legalità costituzionale. Abbiamo eliminato consulenze esterne, tutti gli sprechi, le spese inutili. E quando ormai non sanno più come diavolo fare per fermare la rivoluzione napoletana, sapendo che finalmente possiamo accelerare avendo risanato i conti, ti fanno cadere addosso due meteoriti istituzionali. Il primo meteorite è un debito di circa cento milioni contratto dallo Stato nel 1981 con il commissariamento post-terremoto (cd. CR8). Il secondo meteorite è un debito di circa sessanta milioni del commissariamento dello Stato sull’emergenza rifiuti di circa dieci anni fa (cd. UTA). Il primo debito ha già prodotto da un anno il blocco delle casse del Comune di Napoli con il pignoramento operato dal creditore. Andiamo avanti, garantendo i servizi minimi, grazie alle anticipazioni di cassa con cui si pagano interessi al tesoriere (che ci guadagna). Per ottenere un parziale sblocco del pignoramento al fine di non morire abbiamo anche anticipato una parte del debito dello Stato. Il Governo si è impegnato per giovedì, dopo mesi e mesi di incontri, scontri e lotte (da ultimo in piazza a Montecitorio), ad intervenire affinché si possa definire la questione del debito e del pignoramento. Vediamo se è la volta buona. Ma non finisce qui perché nel frattempo la Corte dei Conti – per questi debiti che non ci appartengono per nulla e che correttamente abbiamo gestito nel redarre il bilancio in contestazione – ci applica, con un provvedimento infondato ed ingiusto, la sanzione. Avremo, quindi, un taglio dei trasferimenti pari alle somme che lo Stato non ha pagato per i due debiti. Quindi dobbiamo pagare noi allo Stato la somma che lo Stato non ha pagato. È il gioco delle tre carte sulla pelle dei cittadini napoletani. Poi ci saranno anche altre sanzioni, tutte da applicarsi nel 2019: divieto di fare investimenti, divieto di assumere ed altro ancora. Noi che abbiamo ripulito la città dai rifiuti, dalla politica inquinata, dai bilanci truccati, dobbiamo pagare per debiti dello Stato contratti nelle due stagioni più permeate dall’intreccio affari, politica e camorra: il post-terremoto e l’emergenza rifiuti. Come a dire che i ladri rimangono impuniti e le guardie pagano. Un mondo alla rovescia. Una ingiustizia enorme e violenta. La politica delle mazzette e delle collusioni opera impunita (allora come ora, vedi inchiesta fanpage) e noi che puliamo le istituzioni dobbiamo pagare. Hanno sporcato Napoli con i rifiuti ed oggi ci fanno pagare la sporcizia materiale e morale che noi abbiamo pulito con le nostre mani provate, come i nostri corpi, da lavoro e fatica. È una vergogna senza fine. Questi sono i fatti, sinteticamente illustrati perché ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Non credo siano tutte coincidenze. Ma questa è un’opinione, fondata però su fatti e, quindi, non è un’illazione. Gli obiettivi da raggiungere subito sono due. Eliminazione immediata del pignoramento perché siamo rimasti senza acqua, pane ed ossigeno. E su questo fondamentale è l’impegno che si è assunto il Presidente del Consiglio. In settimana si deve chiudere questa partita. Secondo obiettivo: necessaria una legge sul debito storico, illegittimo ed odioso nei confronti della popolazione. Non possiamo pagare sanzioni incostituzionali ed ingiuste. Ci vuole una legge, subito. Parte, quindi, una mobilitazione senza precedenti con azioni che stiamo preparando affinché il prossimo Parlamento intervenga immediatamente a sanare una ferita che rischia di costare sangue sociale a cittadini incolpevoli. Si incide sulla pelle viva dei cittadini, sui bisogni, sui diritti. Non lo consentiremo. Togliere circa 150 milioni dal bilancio dall’anno 2019 significa non poter offrire servizi migliori agli abitanti della nostra città. È un macigno in grado di produrre una macelleria sociale diffusa e profonda. Non si rischia il dissesto formale solo perché abbiamo realizzato in sette anni azioni senza precedenti per mettere in sicurezza il Comune. Perché vogliono far pagare – con questo ennesimo assalto – alla nostra città, ai napoletani e a chi la governa un prezzo così manifestamente ingiusto ed odioso per debiti di quaranta e dieci anni fa? Credo che tutti hanno capito. Abbiamo rotto il Sistema e la Città è arrivata troppo in alto senza soldi e con ostacoli altissimi e durissimi. Hanno il timore che saliamo in testa volando sempre più in alto. Se ti attaccano con questa violenza scatta il diritto alla resistenza, se vogliono colpire ed affondare una città, i suoi abitanti ed i suoi rappresentanti democraticamente eletti scatta anche il diritto al contrattacco. Lotteremo fino a quando sarà necessario per un unico risultato: la Vittoria!”
« Ultima modifica: 12 Marzo, 2018, 21:29:39 pm da FistingTopo »

Online Capetiellejon

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1643 il: 13 Marzo, 2018, 10:32:56 am »
Distinto Dott. Dio,

Ieri sera per un attimo ho riconsiderato il concetto relativo alla sua esistenza riavvicinandomi parecchio alla religione cattolica.
Faccio ovviamente riferimento al suo tentativo d'ecatombe intentato verso la popolazione casertana mediante l'utilizzo di una meravigliosa e santa tromba d'aria.
Resto in attesa di un suo ulteriore, e definitivo, riscontro a riguardo.

Grazie dell'attenzione e buon lavoro.

Suo (da ieri sera) devotissimo Capetiello.

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1644 il: 16 Marzo, 2018, 13:35:03 pm »
Se ne è caduto un pezzo di San Paolo Maggiore, in realtà del chiostro, dove stavano facendo (evidentemente a cazzo) i lavori...un altro poco, peraltro, e ci morivano 5 poveri operai.
Siamo la seconda con più punti nella storia della Serie A, chi muove critiche al progetto tattico va internato, pchè verament nun sta buon.

Offline FistingTopo

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1645 il: 16 Marzo, 2018, 18:28:47 pm »
Se ne è caduto un pezzo di San Paolo Maggiore, in realtà del chiostro, dove stavano facendo (evidentemente a cazzo) i lavori...un altro poco, peraltro, e ci morivano 5 poveri operai.

Sentito ... ovviamente per il resto già so che andrà tutto a tarallucci e vino

Online Capetiellejon

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Re:Napoli, la nostra città
« Risposta #1646 il: 28 Maggio, 2018, 12:00:31 pm »
QUARTIERI SPAGNOLI - Sequestrano ambulanza per soccorrere un centauro morto.

Un'ambulanza del 118 è stata 'sequestrata' dal parcheggio dell'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli da un gruppo di facinorosi che, giunti al nosocomio a bordo di diversi scooter, hanno preteso, con minacce agli operatori, che il mezzo lì parcheggiato dopo un soccorso appena concluso intervenisse ai Quartieri Spagnoli per un incidente nel quale era morto un giovane.

A denunciarlo con un post su Facebook  l'associazione 'Nessuno tocchi Ippocrate' che ha raccolto le testimonianze degli operatori sanitari vittime del 'sequestro'.

 La chiamata al 118 - secondo la ricostruzione sulla pagina Fb 'Nessuno tocchi Ippocrate' che si occupa delle aggressioni agli operatori sanitari - è arrivata poco dopo le 23, per un incidente stradale motociclistico in vico 1 Porta Piccola a Montecalvario con diverse persone. "Immediatamente" vengono inviate due unità, dagli ospedali San Gennaro e dall'Ascalesi.

"Parallelamente una folla inferocita, testimone dell'incidente, giunge, con una flotta di scooter, all'interno del parcheggio del pronto soccorso del Vecchio Pellegrini e sequestra letteralmente la prima ambulanza che capita a tiro: purtroppo vittima di questo sequestro è l'ambulanza del Chiatamone, in sosta  in attesa di recuperare la propria barella occupata da un paziente prelevato in un intervento precedente.Addirittura, questi facinorosi - si denuncia - non trovando la barella all'interno del mezzo decidono di prendere una barella qualsiasi (tra l'altro non compatibile con quella dell'ambulanza), e la incastrano (danneggiando il mezzo) all'interno del vano sanitario della ambulanza del Chiatamone.
Finita questa operazione, uno di loro si mette al volante del mezzo di soccorso e  partono alla volta dell'incidente portando con loro il povero autista Asl spaventatissimo".

Nel frattempo dall'ospedale Ascalesi "giunge sul luogo dell'incidente e l'equipaggio viene letteralmente assaltato dagli astanti. Il medico di postazione riferisce di un centinaio di persone che urlavano ed inveivano. Dopo pochi secondi giunge anche l'ambulanza dal San Gennaro che carica l'ultimo ferito e viene dirottata e scortata al CTO da una flotta di scooter guidati da ragazzi su tutte le furie". Nella denuncia si parla di un

 pronto soccorso dell'ospedale Vecchio Pellegrini "blindato con diverse pattuglie della polizia ed una miriade di scooter, scene apocalittiche. Qui si parla di aggressione, sequestro di persona, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento di un mezzo di soccorso". "Consideriamo questa l'aggressione più grave e violenta registrata nel 2018. Siamo stanchi di essere aggrediti, se ogni giorno dobbiamo rischiare la pelle", sottolineano gli operatori del 118.


Cose che fanno ovviamente bene alla nostra immagine, è cazz che girano il sequel de "Il pianeta delle scimmie" qua.

Online Guallera V.2

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Napoli, la nostra città
« Risposta #1647 il: 28 Maggio, 2018, 17:46:31 pm »
La vittima diciasettenne purtroppo è il figlio di un'infermiera che ha lavorato con me

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